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IL PRANZO DI BABETTE
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origine: Danimarca, 1987
durata: 102 min.
regia: G. Axel
interpreti: S. Autran, J.F. Lafont, D.B. Anderson
tratto dal racconto di Karene Blixen

movie
Le protagoniste del film sono due anziane sorelle che vivono in un piccolo e silenzioso villaggio della Danimarca della seconda metà del secolo scorso. La loro vita si svolge serena, segue i dettami della rigida morale puritana: semplicità, austerità, profonda devozione religiosa, generosità nei confronti dei più bisognosi e dedizione completa al padre, capo spirituale del villaggio. Nella tranquilla comunità, mai turbata da un fatto nuovo, arriva Babette, una giovane donna fuggita da Parigi dopo i moti rivoluzionari della Comune (1871), che trova ospitalità dalle due sorelle in cambio dei suoi servizi. Un giorno le giunge dalla Francia la notizia della vincita di una lotteria: Babette decide di spendere interamente il premio nella preparazione di un enorme pranzo a base di specialità francesi, a cui sono chiamati tutti i principali notabili del villaggio. Il pranzo di Babette realizza un vero e proprio miracolo sugli invitati, trasforma una riunione inizialmente silenziosa e austera in una festa gioiosa in cui i partecipanti finalmente ritrovano il sorriso, l'amicizia, la capacità di stabilire un dialogo tra loro dimenticando le incomprensioni del passato. Abbattuta la diffidenza che li divideva tutti i commensali escono all'aperto per festeggiare sotto le stelle l'insperata emozione che li unisce: il piacere di stare in compagnia. Babette è l'artefice inconsapevole di questo cambiamento, di un annuncio che rompe una realtà chiusa e provoca una radicale trasformazione. Grazie alle sue capacità culinarie e alla sua generosità Babette dimostra che è possibile costruire un'umanità più vera e fraterna anche con il mangiare insieme, con la festa e l'allegria, con ciò che è bello e buono. Il contrasto tra il mondo puritano e pacifico delle vecchiette, fondato sulla repressione dei sentimenti e sul rifiuto dei conflitti, e la spontaneità di Babette, è reso nel film dal passaggio dalle immagini dell'inverno danese, grigio e piovoso, che costringe a stare rinchiusi in casa e a non incontrare gli altri, a quelle della tavola imbandita, che sono piene di colori e in cui lo schermo stesso sembra traboccare di sapori e di vita.
da "Ponti e Arcobaleni" - Guida all'Attenzione Annuale 1996-1997
del Settore Giovani di AC

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