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L'esperienza del Laboratorio Cittadinanza Attiva
L'AGENDA QUOTIDIANA DELL'IMPEGNO
di Lucio Turra*

(Nuova Responsabilità - 1/2003)

Abbiamo dato vita all'esperienza associativa del Laboratorio Cittadinanza Attiva come risposta all'obiettivo, indicato dall'XI Assemblea diocesana, di recuperare un ruolo attivo come laici credenti.

La Storia di un Nome
Questa iniziativa ha avuto dei precedenti in associazione qualche anno fa. Oggi, però, si è voluto modificare una prospettiva d'impegno nel versante socio-politico partendo dal nome stesso che si è voluto dare a questo gruppo di lavoro.
Il nome è nato da una favorevole coincidenza legata alla necessità di creare un luogo di confronto innovativo, capace di sviluppare una riflessione adatta a questo tempo, nella variegata e sempre complessa realtà del servizio alla "città dell'uomo", avendo come orizzonte l'obiettivo di creare nuovi ponti tra la società civile e le comunità cristiane.
Per Laboratorio intendiamo riferirci ad un luogo dove un gruppo di persone sa, ascoltarsi, confrontarsi ed elaborare proposte concrete riguardo alle questioni che riguardano la convivenza civile, dai nostri quartieri sino al mondo intero, per riscoprire il senso di una laicità responsabile.
Per Cittadinanza abbiamo inteso riferirci alla dimensione di dignità fondamentale dell'impegno sociale e civico ritenendo che il significato di cittadinanza racchiuda la sfida più importante di oggi a servizio dell'uomo e del bene comune.
La cittadinanza racchiude inoltre diritti e doveri che richiamano allo spirito di una convivenza condivisa e rispettosa.
Per Attiva intendiamo sperimentare luoghi di riflessione e di confronto aperti, al di là delle opzioni politiche dei singoli, nell'ottica di un sano pluralismo di idee. Riteniamo inoltre che sia possibile e doveroso far maturare un dialogo costruttivo per creare opinione comune tra la gente, attraverso una convergenza di valori, promovendo proposte e scelte concrete condivise per quanto possibile e nuovi stili di vita.

Il cammino svolto
In questi mesi abbiamo cercato innanzitutto di costruire una modalità di incontro che ci consentisse un efficace confronto. L'obiettivo iniziale è stato quello di mettere bene a fuoco le traiettorie del cammino.
La prima riguarda l'impegno a servizio dell'associazione e in particolare quello di offrire strumenti per qualificare i cammini di formazione di giovani ed adulti.
La seconda riguarda l'impegno all'esterno dell'associazione ed è legata a veicolare iniziative e proposte (un convegno socio-politico annuale; dei seminari di studio su temi specifici; etc.) che creino confronto e capacità di dialogo a vari livelli, in particolare, favorendo, dove possibile, convergenze con altre aggregazioni associative su questioni di attualità, mediante una efficace comunicazione.
L'aspetto più significativo di questo inizio di cammino è dato dal fatto che ci siamo messi in rete. Abbiamo creato una rete di relazioni tra i membri del laboratorio che ci consenta non solo di organizzare la nostra operatività ma anche di fornirci reciprocamente informazioni su iniziative presenti nel territorio.
Questo ci ha permesso di scambiare una varietà di notizie in maniera produttiva anche in considerazione dell'impegno dei singoli membri del Laboratorio in vari ambiti del vivere sociale e civile.

Capacità di adattarsi alle situazioni
Abbiamo individuato le aree prioritarie di cittadinanza attiva per le quali è necessario collocare un più attento confronto. Esse sono legate al tema della Democrazia e Cittadinanza, della Giustizia sociale, dell'Educazione alla politica, dell'Associazionismo di società civile, dell'Economia e della Globalizzazione, della Convivenza civile e dell'Educazione alla intercultura.
La vera capacità del Laboratorio comunque è stata finora quella di essersi adattato alle situazioni che via via si sono poste all'ordine del giorno, creando così "un'agenda quotidiana" dell'impegno nella società e nella politica.

La metodologia di lavoro
Il lavoro viene svolto, a seconda degli ambiti di riferimento (formazione - comunicazione), attraverso incontri plenari dove si mettono a fuoco le problematiche oggetto di approfondimento e incontri per gruppi di lavoro su questioni operative. In questo lavoro comune siamo stati facilitati dalla comunicazione via email; non solo per uno scambio di riflessioni al nostro interno ma soprattutto nell'ottica di far circolare informazioni e riflessioni all'esterno del laboratorio e quindi coinvolgere direttamente la Presidenza diocesana dell'aci e successivamente tutte le persone che in qualche modo possono essere interessate a dar vita a una comune riflessione nei gruppi presenti nelle realtà locali.


Per un servizio che si espanda
In questo generale contesto si rende pressoché necessario che l'attività, le iniziative, i contenuti offerti e oggetto di discussione diventino strumenti per veicolare ulteriori riflessioni a livello di base, in particolare nelle parrocchie e nei vicariati.
L'obiettivo finale di questa iniziativa è teso a far opinione tra gli aderenti e, nel contempo, coinvolgere le parrocchie in una maggiore e più attenta lettura della realtà del territorio.

* Già Vicepresidente sa della diocesi di Vicenza, attualmente coordinatore del Laboratorio Cittadinanza Attiva

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