No banner
Chi siamo Quest'anno Vita del Settore Nel mondo Pubblicazioni Altro

ricerca    

  2010-2011

  2009-2010

  Laboratorio di progettazione associativa

  Dalle diocesi e dalle regioni

  Adulti nella rete

  Temi aperti

  Archivio




    Settore Adulti > Vita del Settore Dalle diocesi e dalle ... Esperienze in rete Otranto: Progetto ...
Documento senza titolo
OTRANTO

PROGETTO DIALOGHI
Laboratorio di idee per Giovani adulti e Adulti giovani

Per essere cristiani missionari, creativi e non abitudinari, come ci invitano i Vescovi, (cfr. CEI, Lettera ai fedeli laici, Fare di Cristo il cuore del modo, 1) è importante impegnarci per l’inculturazione del messaggio cristiano, ovvero per l’incontro fecondo tra il Vangelo e i vari saperi.
Invitati dal Progetto Pastorale “In mezzo alle case” ad «offrire percorsi adeguati» ai «giovani adulti di oggi» (cfr. Mons. Donato Negro, Progetto Pastorale, In mezzo alle case, 106 ) vogliamo, sperimentare insieme ai GA-AG della nostra associazione e delle nostre comunità parrocchiali un percorso che vuole essere “Laboratorio culturale”, spazio in cui incontrarsi per riflettere insieme su temi fondamentali per la vita dell’uomo.

La scelta anche dei luoghi, come le sale d’incontro civiche, vuole sottolineare la scelta di andare verso gli altri, di incontrarli su luoghi “neutrali” o comunemente familiari, con l’idea, da parte nostra, di “uscire allo scoperto” per ascoltare e farci ascoltare e per promuovere insieme, laici e cristiani, un nuovo pensiero.

DESTINATARI: Giovani adulti e Adulti giovani (25- 40 anni)

OBIETTIVO
: formazione integrale della persona
per aiutare ad orientarsi in un tempo e in quei contesti (lavorativi, sociali ecc.) sempre più secolarizzati e multiculturali.

FASI: il progetto si articola in tre anni:
1. persona: soggetto antropologico (2005-06)
2. persona in relazione (socialità)
3. persona e territorio (cittadinanza)

L'idea di fondo del primo anno è quella di confrontarsi su chi è l'uomo, cioè conoscere il pensiero sulla figura dell’uomo nel contesto contemporaneo, mediante anche una lettura di quanto accade nella prassi.
Vogliamo, infatti, approfondire il tema secondo quattro ambiti (cultura, economia, politica, comunità ecclesiale) per cercare di comprendere che idea di uomo vi è alla base delle strutture, dei modi di vivere, delle proposte in tali ambiti.
Nel secondo anno l’attenzione sarà posta sull’aspetto relazionale della persona, per cogliere come negli ambiti già in precedenza evidenziati sono pensati e sviluppati i rapporti fondanti la vita (famiglia, uomo-donna, persona-comunità ecc.).
Nel terzo anno ci si soffermerà a considerare ciò che la persona è chiamata a compiere nei diversi contesti individuati, in forza del senso di a??????Ç?ŸE???ppartenenza e di un atteggiamento responsabile.

METODO: il lavoro prevede un contributo degli esperti, cioè di coloro che, operando negli ambiti già individuati, siano voce delle diverse visioni e letture della realtà, quindi uno spazio di laboratorio in cui i partecipanti all’incontro possano confrontarsi e approfondire i temi trattati.


1° ANNO
TEMPI:
4 incontri
MODALITÀ:
sabato pomeriggio “incontro pubblico con esperti”; domenica mattina laboratorio in gruppo.

PROGRAMMA E CONTENUTI:

11/12 marzo 2006 – Sternatia, Aula Consiliare
L’uomo nella cultura contemporanea

Alla ricerca di consapevolezza, libertà e responsabilità per scoprire la dignità dell'uomo.
I primi tre temi sono, infatti, quelli che alla fine definiscono la coscienza della persona e sono quelli che permettono di dire in modo compiuto "Io", di parlare in prima persona, di vivere con gli altri e di compiere azioni che abbiano un senso morale.
Proprio perché persona, l'uomo ha una dignità al di sopra di ogni altra cosa (Gaudium et spes, 26), che il cristiano spiega anche considerando l'essere uman??????Ç??????o come un essere "progettato" e creato da Dio pensando a Gesù Cristo come modello (Gaudium et spes, 22).
Nel contesto contemporaneo fenomeni come lo smarrimento dell’orizzonte metafisico, la preminenza di uno stile di vita consumistico, il primato assegnato alla tecnologia e alla ricerca scientifica fine a se stessa, ed ancora l’importanza di apparire devono essere compresi nei loro aspetti culturali e messi in rapporto con il tema centrale della persona umana, della sua crescita integrale. È importante ricordare che “la cultura è ciò per cui l’uomo diventa più uomo” (Giovanni Paolo II, Discorso all’UNESCO1980, 7).
Bisogna essere desti, allora, perché la cultura non sia strumento di impoverimento dell’umanità, ma sia capace di arricchire l’uomo.


1 / 2 aprile 2006 – Poggiardo, Aula Consiliare
L’uomo e l’economia

Quale economia per il progresso dell’uomo e dei popoli?
Perché l'economia sia per l'uomo e non l'uomo per l'economia, le azioni economiche devono essere subordinate alle persone, ad ogni persona e, quindi, in tempi di globalizzazione, ad ogni popolo. I popoli della terra devono essere tutti nella condizione di crescere e di dare il proprio contributo alla comunità internazionale ( Gaudium et spes, 65): solo in questo modo sarà riconosciuta loro la dignità di cui sono portatori. La Populorum Progressio spiega quanto non sia possibile aspettarsi il progresso dei popoli investendo solo in "moneta" e non investendo sugli uomini e sulla loro realizzazione.
E' in questo senso che assume importanza il diritto al lavoro per gli uomini (cfr. Laborem excerse??????Ç??????ns).
Si tratta di mettere in atto una responsabilità nei confronti degli altri uomini ed è quindi necessaria un'economia fondata sull'etica della responsabilità (cfr. Centesimus annus, 41 e Sollicitudo rei socialis, 32).

13 /14 maggio 2006 – Galatina, Palazzo della Cultura
L’uomo e la politica

“La persona umana è fondamento e fine della comunità politica” (GS, 25) e, dunque, quest’ultima esiste per ottenere la crescita più piena di ciascuno dei suoi membri, a partire dalle cose più "materiali" (cfr. Rerum novarum, 27; 38) sino a quelle più "spirituali", da quelle più soggettive a quelle che riguardano l'ordine e la pace internazionali (Mater et magistra, 85) per realizzare il bene comune.
A tal fine il principio di solidarietà e il principio di sussidiarietà costituiscono una simbiosi di esigenze ed aspirazioni diverse che collaborano al funzionamento dell'ordinamento della società umana, senza che l'Io prevalga sugli altri (La Rerum Novarum auspica una sempre maggiore solidarietà: cfr. nn. 40-42) e senza che l'autorità statale sopprima le individualità o i gruppi inferiori (cfr. Quadragesimo anno, 79-80).
A ciò si aggiunga l’importanza dell’amicizia civile (cfr. S. Tommaso d’Aquino, De regno. Ad regem Cypri, I, 10) esercitabile da ciascun individuo e il cui campo è quello del disinteresse, del distacco dai beni materiali, della loro donazione, della disponibilità interiore alle esigenze dell’altro (Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2212-2213).


10 / 11giugno 2006 – Corigliano d’Otranto, Castello de’ Monti
L’uomo nella comunità ecclesiale

La Chiesa come "popolo di Dio" e il ruolo dei laici in quanto tali.
Il concetto di "Chiesa-comunione" ha fatto riscoprire, negli anni del Concilio, l'integrità del popolo di Dio e la funzione dei laici: “uno è, quindi, il popolo eletto di Dio (…), comune è la dignità dei membri” (LG, 32).
I fedeli laici non possono essere né ignorati all'interno della Chiesa né devono assumere ruoli suppletivi rispetto alla gerarchia; ad essi si richiede di testimoniare nel mondo Gesù Cristo e quindi di non vivere distaccati dal mondo (cfr. LG, 30-37; AA, 2-3,7,13).
Eppure bisogna ricordare come nel rapporto tra gerarchia e laicato “non sempre l’auspicata corresponsabilità ha avuto adeguata realizzazione e non mancano segnali contraddittori” (CEI, Lettera ai fedeli laici, Fare di Cristo il cuore del modo, 2).
Ricordiamo, ancora, come essendo la Chiesa “solidale con il genere umano e con la sua storia” (GS, 1), è chiamata a camminare insieme con tutta l’umanità e a sperimentare assieme al mondo la medesima sorte terrena, e ad essere come il fermento e quasi l’anima della società umana ( cfr. GS, 40). La Chiesa deve, inoltre, richiamare l’uomo alla propria dignità e insieme, pastori e laici sono chiamati ad essere vicini all’uomo d’oggi.


Dépliant (file zip)

Area Interattiva


  Contattaci
 
acr settore giovani settore adulti msac mieac
Copyright Presidenza Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana