Terzo progetto nazionale

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Il terzo progetto iniziato nel settembre 2006 è ampiamente discusso e pensato all’interno della presidenza nazionale di AC e si propone di continuare l’esperienza già realizzata con qualche correttivo che nel frattempo si è reso necessario. Il primo è la scelta di offrire ai sei giovani in servizio un periodo prolungato di permanenza nelle diocesi interessate a far partire un progetto diocesano in modo da verificare in loco condizioni, risorse e fattibilità del progetto. Il secondo è quello che i giovani – in un’ottica di riconoscibilità del loro servizio- si mettano a disposizione dell’associazione nazionale e in particolare del Centro Studi dell’AC per offrire contributi di ricerca ed elaborazione sui temi della pace, della giustizia e della cittadinanza in riferimento ad eventi associativi su questi temi ed in particolare la settimana della carità, il mese della Pace, la settimana sociale.
Attualmente 6 giovani dalle diverse parti d’Italia hanno scelto di dedicarsi questo spazio di tempo per la propria vita. Un’esperienza particolare, tra gli anni universitari, alla fine di una laurea, in cerca di un lavoro, mentre si frequenta un master… un’esperienza semplice: la condivisione di spazi, momenti quotidiani, pensieri e ideali, la fatica dello studio, le intuizioni da tradurre in realtà, l’impegno per la propria terra. Dentro il fare di queste giornate, dentro il puzzle di volti e storie che si intrecciano… scorrono vite, sogni, progetti.

È partita il 27 dicembre ’06 la seconda fase del progetto di servizio civile che prevede il lavoro dei volontari nelle diocesi. Con un po’ di ironia abbiamo chiamato questa fase “Sicomondo” facendo riferimento al brano di Zaccheo.
Il “sicomoro” è lo strumento che permette di vedere meglio Gesù che passa.
L’occasione che i ragazzi hanno con il ritorno in diocesi, è quella di vedere Gesù nella loro terra, nel volto del povero che incontreranno e che cercheranno di servire, nella realtà umana e sociale che già vivono e che conosceranno meglio, nei volti dei giovani e giovanissimi a cui parleranno di pace, nel volto del compagno di viaggio con cui, per un breve periodo, condivideranno la preghiera, i pasti, l’intera vita quotidiana. Conoscere meglio la loro terra e vivere un’esperienza umanamente ricca con le persone che come loro la abitano aiuterà anche ad aprirsi al mondo intero.
Le diocesi di appartenenza dei volontari e che saranno interessate sono: Chieti-Vasto, Sulmona-Valva, Sassari, Alghero-Bosa, Catanzaro-Squillace, Agrigento.
I ragazzi, nelle proprie diocesi, saranno chiamati a svolgere:

1.    esperienza di servizio
Si tratta di un’esperienza di servizio preferibilmente promosso dalla Caritas diocesana in ambito assistenziale. I criteri di scelta sono stati: le preferenze e le inclinazioni personali, la possibilità di contribuire al servizio come AC e di poterlo assumere nell’ambito di un progetto diocesano di SC, la presenza di figure che assicurino un tutoraggio.

2. osservatorio delle povertà e delle risorse
I volontari dovranno  svolgere interviste e/o questionari alle persone impegnate professionalmente o volontariamente in ambito sociale,oppure prendere visione dei dati dell’osservatorio delle risorse e delle povertà della Caritas diocesana. Dovranno poi, realizzare un elaborato scritto di sintesi che focalizzi i problemi, le povertà e le risorse del territorio in analisi attraverso una lettura che parta dai giovani.

3. educazione alla pace nei gruppi e nelle scuole
I ragazzi rasanno impegnati a realizzare incontri e testimonianze in gruppi, parrocchie, scuole - preferibilmente con i giovani - sui temi dell’educazione alla pace, tenendo come riferimento il messaggio del Papa e il mese della pace ed adattando gli incontri agli specifici contesti.

4.  vita comunitaria
A  partire da alcune esperienze di vita comunitaria, quella personale vissuta personalmente a Roma, e quella incontrata a Senigallia, i volontari proveranno a realizzare o a vivere un’esperienza di vita comunitaria, che  impegnerà in modo diverso ciascuno di loro.
Ad Alghero si realizzerà la prima esperienza diocesana; a Chieti sosterremo un progetto diocesano già pensato.La vita comunitaria è un’esperienza educativa in sé ed è già completa senza bisogno di accostarla al servizio civile. Nulla vieta però che possa costituire un passo previo alla realizzazione di un progetto diocesano. In fondo il progetto di sc è un’esperienza di vita comunitaria lunga un anno, che coinvolge i giovani volontari, ma che può essere aperta agli altri giovani.

I giovani del SCV sono disponibili per incontri o testimonianze anche nelle diocesi vicine o della propria regione soprattutto in occasione del mese della Pace. Ritorneranno il 1 marzo a Roma per altri 3 mesi.

Per contattarli e per eventuali  informazioni su come avviare il servizio civile in diocesi, rivolgersi a Paola De Lena : palletta80@yahoo.it

I giovani partecipanti:

  • Ilaria Presutti
    Data di nascita: 30/10/1979
    Provenienza: Chieti-Vasto (Ch)
    Ilaria
  • Mirko Casu
    Data di nascita: 04/06/1979
    Provenienza: Sassari
    Mirko
  • Daniela Cocco
    Data di nascita: 12/10/1983
    Provenienza: Alghero (SS)
    Daniela

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