“Segnali di Pace…sulle vie della cittadinanza”

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Il 2 maggio, nel teatro della parrocchia San Pio V, si è svolta l’iniziativa “Segnali di pace sulle vie della cittadinanza”. Iniziativa che abbiamo organizzato insieme al Laboratorio Interculturale “La Lucerna”. Tale momento si colloca come naturale conclusione di un percorso intrapreso insieme e che da circa tre anni ci ha visto collaborare per approfondire la conoscenza di temi quali intercultura, pace, giustizia e solidarietà, e al fine di proporre delle riflessioni ad altre persone interessate.

“La Lucerna” da anni è impegnata in attività con persone immigrate, per lo più donne; è luogo di accoglienza, conoscenza e scambio tra culture diverse; laboratorio sperimentale di arte e mestieri; esperienza di scoperta di lavori artigianali e creativi; opportunità di affermazione di diritti sociali e di sviluppo delle risorse umane.
L’incontro è iniziato alle 15:00 e ha visto alternarsi sul palco alcuni gruppi musicali provenienti dal Perù (Figli del Perù) e dal Senegal (Badara Seck e i Griot) che, attraverso la loro musica coinvolgente, ci hanno dato un assaggio dei loro valori e della loro cultura. Ci siamo resi conto, infatti, che la musica sia un veicolo essenziale di trasmissione del sapere, come possono esserlo anche i libro. Nell’era della globalizzazione può accadere che una canzone ascoltata da un abitante di un’altra parte del mondo possa smuovere la sua coscienza e possa avvicinarlo a quella cultura per iniziare a conoscerla e in futuro ad amarla. Tra una canzone e l’altra, Badara Seck faceva dei commenti dai quali si poteva evincere la saggezza racchiusa nel cuore di chi ha viaggiato e ha sperimentato sulla propria pelle l’incontro di due mondi culturali tanto distanti, quali quello africano e quello italiano. Come egli stesso più volte ha affermato: “Oggi succede che la gente vive nello stesso palazzo, questo palazzo ha una sola entrata, ma la gente non si parla e a stento si saluta, ma perché deve succedere questo? Si condividono i muri ma non i sentimenti. Lo spostamento della gente dovrebbe contribuire alla ricchezza dell’essere umano, alla sua completezza. L’essere umano è come un dito di una mano, tutte le dita sono diverse, ma tutte servono a completare la mano. Se mandi un messaggio, che vola nell’aria, deve essere un messaggio vero, sincero, perché quelle parole non moriranno mai”.

Altri interventi hanno visto coinvolti Roberto Tecchio, Facilitatore di processi formativi orientati alla nonviolenza, e Diego Cipriani, Direttore generale dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. Il primo ci ha guidato in una riflessione sulla gestione dei conflitti nelle relazioni interpersonali quotidiane; il secondo si è soffermato sul Servizio Civile come scelta di pace.
A conclusione del pomeriggio “La Lucerna” ha offerto a tutti i partecipanti un vasta gamma di pane proveniente da tutto il mondo per simboleggiare la possibilità e la necessità di incontrarsi davanti ad una tavola tutti insieme legati prima di tutto da un filo che ci unisce, dalla volontà dell’incontro con l’altro, dalla costruzione di relazioni umane sincere ancora prima che dalle differenze che ci contraddistinguono e che ci identificano.

Il leit motiv di tutta la giornata è stato proprio il tentativo di accogliere la diversità in tutte le sue forme e viverla non come un ostacolo, una trappola in cui si rimane imprigionati e non si evolve ma come un protendere continuo verso una maturazione umana completa.

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