Novità di AC

In cammino con Pier Giorgio

In questo triennio straordinario dedicato alla santità l’idea dei sentieri Frassati è un invito a conoscere e incontrare la figura luminosa di questo giovane di Ac, e attraverso l’esperienza della fatica del cammino e della bellezza della montagna, a tendere a quella misura alta di vita cristiana di cui lo stesso Pier Giorgio è stato modello.

L’appuntamento in Val D’Ayas il 3 e il 4 luglio

Una grande opportunità per coinvolgere le altre realtà e associazioni presenti in parrocchia e in diocesi: l’Agesci, il Cai, la Giovane montagna, Csi, Acli, …

Pernottamento in tenda in collaborazione con la Protezione Civile, o su richiesta in albergo convenzionato.

Note tecniche per il Sentiero Frassati della Val d’Aosta (Champoluc-st.Jacques in Val d’Ayas)

Come raggiungere la Val D’Ayas

In auto: autostrada A5 (Torino – Aosta) uscita al casello di Verres e seguire le indicazioni per Champoluc-Ayas. Raggiungere ( dopo 30 Km) la piazza del mercato di Champoluc

In treno: linea Torino –Aosta. Scendere a Verres  – pulmann (V.I.T.A) per la VAL D’Ayas (cfr. orari su www.vitagroup.it ). Scendere a Champoluc-piazza Mercato

Le tende saranno montate a cura della Protezione Civile nel pomeriggio di venerdì 2 luglio, per consentire per chi lo desidera (mattina presto di sabato 3 luglio) di percorre il Sentiero con l’itinerario più lungo.

Cena del 2 luglio e pranzo del 3 luglio al sacco.

Cena di sabato 3 luglio offerta dall’AC , a cura degli amici di Aosta (polenta e grigliata)

Sono graditi prodotti tipici dalle zone di provenienza dei partecipanti

Pranzo del 4 luglio offerto dall’AC

Sono graditi prodotti tipici dalle zone di provenienza dei partecipanti

Vi comunichiamo che non sono previste quote di iscrizione. Inoltre, chi pernotta in tenda non dovrà pagare alcuna quota per vitto e alloggio.

Invece, per i gruppi che ne avessero necessità, c’è la possibilità di pernottare presso l’Hotel “Petit Tournalin” – Fraz. Villy, 2 – Champoluc Ayas (AO). La quota è di 45,00 euro a persona e comprende la mezza pensione. Per raggiungere l’hotel bisogna attraversare il paese.

Per prenotazioni rivolgersi alla Segreteria di Presidenza Sig.ra Silvia Morelli – email: s.morelli@azionecattolica.it – tel. 0666132502.

URGENTE: PASS PULLMAN in ingresso a Roma il 16 maggio 2010

Riportiamo il Comunicato stampa del CNAL del 12 maggio 2010

Cari amici,

vi preghiamo di riportare le seguenti indicazioni a TUTTI coloro che il 16 maggio parteciperanno al Regina Coeli in Piazza San Pietro con il Santo Padre.

1) TUTTI gli autobus che entreranno a Roma per il Regina Coeli del 16 maggio DEVONO avere acquistato il pass d’ingresso dall’Atac (Azienda per il trasporto pubblico del Comune di Roma, www.atac.roma.it). OCCORRE inoltre esporre prima della partenza sul vetro anteriore e su quello posteriore dell’autobus il logo (Cfr. Allegati) rispettando le indicazioni qui sotto riportate.

a) Chi avesse già acquisito dall’Atac il pass d’ingresso, con il relativo stallo per il bus, DEVE esporlo insieme al logo (Allegato3). Una volta raggiunto il parcheggio stabilito dall’Atac si potrà raggiungere Piazza San Pietro a piedi o con i mezzi pubblici dopo aver comperato il biglietto.

b) Tutti coloro che non avessero ancora provveduto all’acquisto del pass d’ingresso – rimanendo di conseguenza sprovvisti di un parcheggio – DEVONO rivolgersi urgentemente all’Atac e pagare il permesso G.

  • Gli autobus provenienti dalle Regioni di Centro NORD – con esposto l’Allegato1 – DEVONO prendere l’uscita FLAMINIA del Grande Raccordo Anulare per recarsi ai posteggi in zona STADIO OLIMPICO e li seguire le indicazioni dei vigili urbani. Sarà possibile raggiungere Piazza San Pietro a piedi o con i mezzi pubblici dell’Atac. In questo caso occorre pagare il biglietto.
  • Gli autobus provenienti dalle Regioni di Centro SUD – con esposto l’Allegato2 – DEVONO prendere l’uscita TUSCOLANA del Grande Raccordo Anulare per recarsi ai posteggi in zona ANAGNINA e li seguire le indicazioni dei vigili urbani. Sarà possibile raggiungere Piazza San Pietro tramite la metropolitana (da Anagnina fino alla fermata Ottaviano) dopo averne acquistato il biglietto.

2) Si consiglia di ripartire da Roma con gli autobus e con i treni subito dopo il Regina Coeli.

3) Coloro che arriveranno a Roma con mezzo proprio sono invitati a raggiungere il centro della Capitale tramite i mezzi pubblici (bus e metropolitana). Questo per non causare ingorghi e ritardi inutili.

N.B. BISOGNA ASSOLUTAMENTE ATTENERSI ALLE INDICAZIONI SOPRA
ACCENNATE. Non sarà possibile raggiungere Roma con l’autobus se non si è in possesso del pass d’ingresso. Il responsabile di ogni gruppo dovrà occuparsi di esporre nel proprio autobus il logo predefinito.

La Segreteria organizzativa del 16 maggio

Gli Allegati 1,2 e 3 saranno inviati dopo aver segnalato la propria registrazione e fatto richiesta degli stessi presso il Centro Nazionale dell’Azione Cattolica all’indirizzo presidenzanazionale@azionecattolica.it.

MAI SENZA L’ALTRO Chiesa, Ac e presbiteri

Come da tradizione, l’Azione Cattolica, nel mese di agosto, propone agli alunni dei nostri seminari la settimana di approfondimento, di confronto e di studio sull’identità dell’Associazione e sulla sua collocazione nella pastorale diocesana. L’iniziativa si terrà presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta, dalla cena di mercoledì 25 alla colazione di domenica 29 agosto 2010.

La conoscenza e la diretta esperienza dell’Azione Cattolica da parte dei seminaristi sono un investimento per la pastorale ed un aiuto per il discernimento.

Pane Vita Libertà Pace

Coltivare la passione educativa che è nel Dna dell’Azione cattolica; assumere il dialogo come atteggiamento umano e spirituale; condividere le diverse forme di povertà; approfondire il tema della comunicazione tramite i media; promuovere la scelta associativa come opzione qualificante per la cura delle relazioni: sono i cinque ambiti di impegno per “continuare a costruire un continente fraterno, aperto, accogliente, solidale e in pace” scelti dai rappresentanti delle associazioni di Azione cattolica di Europa e Mediterraneo nell’incontro continentale “Pane, vita, pace, libertà. Laici di Azione cattolica nelle città per un mondo più umano” conclusosi domenica scorsa a Cracovia (Polonia).

“Sono ambiti – sottolinea il Documento finale dell’incontro ? che richiedono una assunzione globale della dottrina sociale della Chiesa, alla ricerca e nella costruzione del bene comune, a tutti i livelli, con gli uomini e le donne di buona volontà”.

Viene segnalata una priorità trasversale: “La trasmissione della fede alle giovani generazioni e il loro pieno coinvolgimento nella vita dell’associazione, della Chiesa e della società”.

L’assemblea, infine, ha individuato alcuni impegni concreti da realizzare nell’immediato tra i quali inviare un messaggio di solidarietà alla Conferenza episcopale della Grecia; promuovere una maggiore attenzione e collaborazione con la Conferenza degli episcopati della Comunità europea (Comece) e il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e partecipare al cammino delle Chiese del Medio Oriente verso il Sinodo di ottobre.

Note tecniche e orario messe per il 16 maggio 2010

Come espesso nel Comunicato stampa del 2 maggio 2010, l’Azione Cattolica Italiana accoglie l’invito del CNAL a partecipare il 16 maggio 2010 al Regina Coeli in Piazza San Pietro per stringersi accanto al Santo Padre.

Di seguito trovate le note tecniche e gli orari con la cartina delle chiese dove è possibile partecipare all’Eucarestia domenicale

Mappa delle chiese dove è possibile partecipare all’Eucarestia domenicale


Visualizza Messe 16 maggio in una mappa di dimensioni maggiori

Interv. di Giaccardi, Lorizio e Benzi al Convegno delle Presidenze diocesane di AC

Convegno delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica

“Sulle strade dei cercatori di Dio”

Azione cattolica, Primo annuncio, Riscoperta della fede

30 aprile-2 maggio 2010, Roma, Domus Pacis, Via di Torre Rossa, 94

Roma, 1 maggio 2010

Interventi di Giaccardi, Lorizio e Benzi

Gli oltre 800 partecipanti da tutta Italia alla seconda giornata di lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica, iniziata con la Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e vicepresidente della Cei, questa mattina si sono confrontati sul tema “L’uomo alla ricerca di Dio?”, introdotto dalle relazioni di Chiara Giaccardi, docente di Sociologia delle comunicazioni all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e di mons. Giuseppe Lorizio, docente di Teologia fondamentale alla Pontifica Università Lateranense e preside ISSR Ecclesia Mater di Roma. È poi seguita la relazione di don Guido Benzi, direttore dell’Ufficio Catechistico della Cei, su “L’impegno della Chiesa per la riscoperta della fede e il primo annuncio”.

Di seguito vi proponiamo alcuni spunti dei tre interventi.

Chiara Giaccardi

La ricerca della dimensione religiosa «è una caratteristica dell’essere umano, e un elemento antropologico». «Tenere aperta la possibilità della presenza di Dio», osserva la sociologa, «è una ricchezza anche per i non credenti. L’uomo è fatto per credere, e ciò in cui crede definisce l’orizzonte della sua libertà. Il vero credente, che va in cerca di Dio, non possiede delle certezze così come si possiedono dei beni: è sempre attraversato dal dubbio, e questa dialettica tra certezza e dubbio è fondamentale per non cadere da una parte nel fondamentalismo – che è la certezza senza alcun dubbio – e dall’altra nel nichilismo – che è il dubbio senza certezze».

«La cultura contemporanea», spiega Chiara Giaccardi, «tende, in maniera abbastanza sistematica, a eliminare Dio dai propri orizzonti. Attraverso diverse strategie, come la promozione di una cultura immanentista, materialista, nella quale non c’è il tempo di porsi domande perché si è sollecitati continuamente da stimoli: oggi, la “sensazione” ha sostituito il “senso”; o meglio il “senso” e diventato “sensazione”, e dunque alla ricerca di senso abbiamo sostituito la ricerca dell’appagamento della sensazione. O attraverso l’equazione tra religione e fondamentalismo e, più recentemente, tra religione e perversione. Altra modalità, ugualmente presente, è quella del secolarismo come modo di comporre la pluralità culturale nel mondo globalizzato: le religioni creano attrito tra le culture, neutralizzandole si può vivere in pace. Anche se la realtà è diversa». Il Convegno di Azione Cattolica mette a tema il primo e il nuovo annuncio. Per comunicare oggi la fede, prosegue la sociologa, «la Chiesa deve semplicemente recuperare la sua ricchezza originaria, rigenerare la sua capacità di coinvolgere tutta la persona umana. E poi deve imparare i nuovi linguaggi, per poter raggiungere ad esempio i giovani», che manifestano il bisogno del religioso, «ma non sanno dargli una forma e, al tempo stesso, rifiutano i luoghi tradizionali». I giovani, conclude, «devono essere raggiunti nei loro territori, reali e virtuali: se la Parola è presentata nella sua autenticità non può non parlare al cuore delle persone».

Giuseppe Lorizio

«In una visione teologico/biblica della ricerca di Dio», osserva il teologo, «quest’ultima incrocia il “desiderio”». Questo perché «la fede cristiana, nell’allargare la razionalità – come ci ricorda papa Benedetto XVI -, allarga il desiderio». Altro elemento introduttivo e che «non solo va considerato che l’uomo è alla ricerca di Dio, ma anche che Dio cerca l’uomo»; ecco dunque che «la ricerca di Dio non è mai fuori dalla ricerca dell’uomo; mentre cerchiamo Dio, cerchiamo anche l’uomo». Le vie dei cercatori di Dio «sono anche le vie di coloro che si sono lasciati trovare da Dio. La fede non elimina la ricerca, anzi la stimola e la promuove. Il quarere deum non abbandona mai l’esistenza credente, ma si lascia alimentare da essa».

Giuseppe Lorizio propone quattro vie di “ricerca”, attraverso «quattro icone neotestamentarie»:

- la via verso Gerico: «la parabola dell’uomo che da Gerusalemme va verso Gerico è una parabola di frontiera del Vangelo», una «parabola laica che ci induce a incrociare lo sguardo di chi è nella precarietà, ci spinge sulla via della prossimità e dell’alterità alla quale siamo chiamati»; un’alterità che deve avere a che fare «con il senso dell’altro che ci apre alla categoria della fraternità». Al dunque, «prendersi cura dell’altro e del mondo». Da qui la domanda: «siamo capaci di prenderci cura dell’altro? Siamo consapevoli che la Chiesa non è chiamata a prendersi cura di se stessa, ma del mondo?».

- la via Crucis: «è la via della buona novella, ma anche la via del giudizio; del suo giudizio nei confronti del mondo». Nel racconto della via Crucis «abbiamo un solo incontro, quello di Gesù con il Cireneo». La domanda per noi è, dunque, «in che modo siamo Cirenei in questo mondo?». Non a caso, sottolinea Lorizio, «la via della Croce non è più la via dei miracoli: più Cristo si avvicina alla Croce, meno si avverte la dimensione miracolista. Questo perché, la via della Croce è la via dell’abbandono». Il nostro tempo è «un tempo dell’assenza di Dio: un tempo in cui tale assenza è percepita così “normale” da non essere più avvertita come tale».

- La via verso Emmaus: «siamo in un mondo in cui e diffusa la delusione nei confronti della comunità cristiana». E di conseguenza, «spesso tale delusione si sostanzia in un rifiuto della Chiesa». La sfida sta nel rendersi capaci di «mettere insieme bibbia e giornale», ciò «mostrare il volto di una comunità credente che sa stare nella storia, a partire dalla sua fede, ma senza farne una ragione di ripiegamento, settarismo e chiusura. Siamo «chiamati all’annuncio e alla missione», questo «è il nostro spezzare il pane», che «non cede al disincanto, alla delusione davanti al Messia crocifisso, ma riscopre la Parola e il suo annuncio di salvezza».

- La via di Damasco: come in una splendida opera di Caravaggio, «la troppa luce acceca». «La via della conversione, dell’illuminazione non ha bisogno di fede cieca, di una fede emozionale; ha bisogno di una fede dagli occhi aperti». Ciò significa che siamo chiamati ad «usare la ragione a partire dalla fede». Solo su questa via potremo «identificare Cristo con la comunità credente: “sono quel Gesù che tu perseguiti”».

Le quattro vie esposte da Lorizio ci dicono, infine, che «la capacità di incrociare la ricerca di Dio, passa attraverso una fede capace di incontrare, cioè una “fede nomade”: una fede che si toglie le pantofole e indossa i sandali. Essere cercatori di Dio significa rischiare la propria fede. E questo – conclude il teologo – è l’unico rischio che vale al pena correre».

Guido Benzi

«La Chiesa è, con la sua vita quotidiana ordinaria ed eroica, il grembo dell’annuncio» ricorda il direttore dell’Ufficio Catechistico della Cei. «Non si dà l’annuncio senza la vita concreta ed insieme spirituale delle comunità cristiane. Stando così le cose si evidenziano nel Primo Annuncio (PA) tre caratteristiche: la dimensione del dono, di gratuità e sorpresa; la propria potenza di chiamata alla conversione; la dinamica promessa-compimento che conduce il soggetto a verificare continuamente il suo orizzonte di speranza».

Quale l’impegno: – «mettersi accanto alle persone che pur non frequentando i nostri cammini ecclesiali, comunque si interrogano su Dio, e farlo usando il “noi” e non il “voi”»: – «essere noi per primi, noi credenti non solo esperti di doverose e giuste risposte, ma essere esperti di domande di senso e di speranza»; – «proporre dei “faccia a faccia” con questo Gesù e con questo Dio che egli manifesta raccontando l’esperienza che abbiamo fatto e facciamo di Gesù»; – «prospettare che l’incontro con Dio è un incontro che si svolge in termini di azione, di passi e di prassi da attuare». In questo senso, «se c’è una differenza da marcare, non sarà forse tanto tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti, tra uomini e donne che hanno il coraggio di cercare incessantemente Dio e uomini e donne che hanno rinunciato alla lotta, che si sono accontentati dell’orizzonte penultimo e non sanno più accendersi di desiderio al pensiero dell’ultima patria».

Convegno delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica

“Sulle strade dei cercatori di Dio”

Azione cattolica, Primo annuncio, Riscoperta della fede

30 aprile-2 maggio 2010, Roma, Domus Pacis, Via di Torre Rossa, 94

Roma, 1 maggio 2010

Interventi di Giaccardi, Lorizio e Benzi

Gli oltre 800 partecipanti da tutta Italia alla seconda giornata di lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica, iniziata con la Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e vicepresidente della Cei, questa mattina si sono confrontati sul tema “L’uomo alla ricerca di Dio?”, introdotto dalle relazioni di Chiara Giaccardi, docente di Sociologia delle comunicazioni all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e di mons. Giuseppe Lorizio, docente di Teologia fondamentale alla Pontifica Università Lateranense e preside ISSR Ecclesia Mater di Roma. È poi seguita la relazione di don Guido Benzi, direttore dell’Ufficio Catechistico della Cei, su “L’impegno della Chiesa per la riscoperta della fede e il primo annuncio”.

Di seguito vi proponiamo alcuni spunti dei tre interventi.

Chiara Giaccardi

La ricerca della dimensione religiosa «è una caratteristica dell’essere umano, e un elemento antropologico». «Tenere aperta la possibilità della presenza di Dio», osserva la sociologa, «è una ricchezza anche per i non credenti. L’uomo è fatto per credere, e ciò in cui crede definisce l’orizzonte della sua libertà. Il vero credente, che va in cerca di Dio, non possiede delle certezze così come si possiedono dei beni: è sempre attraversato dal dubbio, e questa dialettica tra certezza e dubbio è fondamentale per non cadere da una parte nel fondamentalismo – che è la certezza senza alcun dubbio – e dall’altra nel nichilismo – che è il dubbio senza certezze».

«La cultura contemporanea», spiega Chiara Giaccardi, «tende, in maniera abbastanza sistematica, a eliminare Dio dai propri orizzonti. Attraverso diverse strategie, come la promozione di una cultura immanentista, materialista, nella quale non c’è il tempo di porsi domande perché si è sollecitati continuamente da stimoli: oggi, la “sensazione” ha sostituito il “senso”; o meglio il “senso” e diventato “sensazione”, e dunque alla ricerca di senso abbiamo sostituito la ricerca dell’appagamento della sensazione. O attraverso l’equazione tra religione e fondamentalismo e, più recentemente, tra religione e perversione. Altra modalità, ugualmente presente, è quella del secolarismo come modo di comporre la pluralità culturale nel mondo globalizzato: le religioni creano attrito tra le culture, neutralizzandole si può vivere in pace. Anche se la realtà è diversa». Il Convegno di Azione Cattolica mette a tema il primo e il nuovo annuncio. Per comunicare oggi la fede, prosegue la sociologa, «la Chiesa deve semplicemente recuperare la sua ricchezza originaria, rigenerare la sua capacità di coinvolgere tutta la persona umana. E poi deve imparare i nuovi linguaggi, per poter raggiungere ad esempio i giovani», che manifestano il bisogno del religioso, «ma non sanno dargli una forma e, al tempo stesso, rifiutano i luoghi tradizionali». I giovani, conclude, «devono essere raggiunti nei loro territori, reali e virtuali: se la Parola è presentata nella sua autenticità non può non parlare al cuore delle persone».

Giuseppe Lorizio

«In una visione teologico/biblica della ricerca di Dio», osserva il teologo, «quest’ultima incrocia il “desiderio”». Questo perché «la fede cristiana, nell’allargare la razionalità - come ci ricorda papa Benedetto XVI -, allarga il desiderio». Altro elemento introduttivo e che «non solo va considerato che l’uomo è alla ricerca di Dio, ma anche che Dio cerca l’uomo»; ecco dunque che «la ricerca di Dio non è mai fuori dalla ricerca dell’uomo; mentre cerchiamo Dio, cerchiamo anche l’uomo». Le vie dei cercatori di Dio «sono anche le vie di coloro che si sono lasciati trovare da Dio. La fede non elimina la ricerca, anzi la stimola e la promuove. Il quarere deum non abbandona mai l’esistenza credente, ma si lascia alimentare da essa».

Giuseppe Lorizio propone quattro vie di “ricerca”, attraverso «quattro icone neotestamentarie»:

- la via verso Gerico: «la parabola dell’uomo che da Gerusalemme va verso Gerico è una parabola di frontiera del Vangelo», una «parabola laica che ci induce a incrociare lo sguardo di chi è nella precarietà, ci spinge sulla via della prossimità e dell’alterità alla quale siamo chiamati»; un’alterità che deve avere a che fare «con il senso dell’altro che ci apre alla categoria della fraternità». Al dunque, «prendersi cura dell’altro e del mondo». Da qui la domanda: «siamo capaci di prenderci cura dell’altro? Siamo consapevoli che la Chiesa non è chiamata a prendersi cura di se stessa, ma del mondo?».

- la via Crucis: «è la via della buona novella, ma anche la via del giudizio; del suo giudizio nei confronti del mondo». Nel racconto della via Crucis «abbiamo un solo incontro, quello di Gesù con il Cireneo». La domanda per noi è, dunque, «in che modo siamo Cirenei in questo mondo?». Non a caso, sottolinea Lorizio, «la via della Croce non è più la via dei miracoli: più Cristo si avvicina alla Croce, meno si avverte la dimensione miracolista. Questo perché, la via della Croce è la via dell’abbandono». Il nostro tempo è «un tempo dell’assenza di Dio: un tempo in cui tale assenza è percepita così “normale” da non essere più avvertita come tale».

- La via verso Emmaus: «siamo in un mondo in cui e diffusa la delusione nei confronti della comunità cristiana». E di conseguenza, «spesso tale delusione si sostanzia in un rifiuto della Chiesa». La sfida sta nel rendersi capaci di «mettere insieme bibbia e giornale», ciò «mostrare il volto di una comunità credente che sa stare nella storia, a partire dalla sua fede, ma senza farne una ragione di ripiegamento, settarismo e chiusura. Siamo «chiamati all’annuncio e alla missione», questo «è il nostro spezzare il pane», che «non cede al disincanto, alla delusione davanti al Messia crocifisso, ma riscopre la Parola e il suo annuncio di salvezza».

- La via di Damasco: come in una splendida opera di Caravaggio, «la troppa luce acceca». «La via della conversione, dell’illuminazione non ha bisogno di fede cieca, di una fede emozionale; ha bisogno di una fede dagli occhi aperti». Ciò significa che siamo chiamati ad «usare la ragione a partire dalla fede». Solo su questa via potremo «identificare Cristo con la comunità credente: “sono quel Gesù che tu perseguiti”».

Le quattro vie esposte da Lorizio ci dicono, infine, che «la capacità di incrociare la ricerca di Dio, passa attraverso una fede capace di incontrare, cioè una “fede nomade”: una fede che si toglie le pantofole e indossa i sandali. Essere cercatori di Dio significa rischiare la propria fede. E questo - conclude il teologo - è l’unico rischio che vale al pena correre».

Guido Benzi

«La Chiesa è, con la sua vita quotidiana ordinaria ed eroica, il grembo dell’annuncio» ricorda il direttore dell’Ufficio Catechistico della Cei. «Non si dà l’annuncio senza la vita concreta ed insieme spirituale delle comunità cristiane. Stando così le cose si evidenziano nel Primo Annuncio (PA) tre caratteristiche: la dimensione del dono, di gratuità e sorpresa; la propria potenza di chiamata alla conversione; la dinamica promessa-compimento che conduce il soggetto a verificare continuamente il suo orizzonte di speranza».

Quale l’impegno: - «mettersi accanto alle persone che pur non frequentando i nostri cammini ecclesiali, comunque si interrogano su Dio, e farlo usando il “noi” e non il “voi”»: - «essere noi per primi, noi credenti non solo esperti di doverose e giuste risposte, ma essere esperti di domande di senso e di speranza»; - «proporre dei “faccia a faccia” con questo Gesù e con questo Dio che egli manifesta raccontando l’esperienza che abbiamo fatto e facciamo di Gesù»; - «prospettare che l’incontro con Dio è un incontro che si svolge in termini di azione, di passi e di prassi da attuare». In questo senso, «se c’è una differenza da marcare, non sarà forse tanto tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti, tra uomini e donne che hanno il coraggio di cercare incessantemente Dio e uomini e donne che hanno rinunciato alla lotta, che si sono accontentati dell’orizzonte penultimo e non sanno più accendersi di desiderio al pensiero dell’ultima patria».

Il dissenso delle Presidenze

Le 180 Presidenze Diocesane di Azione Cattolica, riunite a Roma per il Convegno nazionale “Sulle strade dei cercatori di Dio”, esprimono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una forte preoccupazione per le conseguenze del Decreto interministeriale dello scorso 30 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in base al quale dallo scorso 1 aprile vengono soppresse le tariffe postali agevolate per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica, e che colpisce in modo particolare la stampa associativa cattolica, del no profit e del volontariato. Rilevano come questo provochi una pesante riduzione degli spazi di promozione culturale e di crescita della società, e chiedono l’immediato ripristino di condizioni adeguate per la diffusione delle idee e del sostegno alla crescita plurale della società.

16 maggio 2010 in Piazza San Pietro con Benedetto XVI per il Regina Coeli

Aggiornamento 14 maggio 2010: Aree di parcheggio autorizzate
Aggiornamento 13 maggio 2010: Comunicato stampa urgente PASS PULLMAN

L’Azione Cattolica Italiana ha accolto prontamente con gioia l’invito della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali a recarsi in Piazza San Pietro il 16 maggio prossimo per stringersi intorno al Santo Padre durante il Regina Coeli, come segno tangibile di vicinanza partecipe e di affetto sentito. Il gesto scelto vuole esprimere, infatti, i sentimenti di vicinanza attraverso la forma della preghiera comunitaria, che manifesta il senso ordinario della relazione profonda con il Signore della vita.

Stringersi intorno al Santo Padre significa anche esprimere affetto, stima e fiducia nei sacerdoti e nel loro ministero insostituibile e prezioso nella vita e nella missione della Chiesa.

In fedeltà a una tradizione di legame indissolubile con il pastore della Chiesa universale, l’Azione Cattolica Italiana invita tutti gli associati a unirsi a questo momento di preghiera del 16 maggio, per rendere visibile la vicinanza di tutta la Chiesa al Santo Padre nella sofferenza che prova. Il pensiero – come ha ricordato il Presidente nazionale dell’associazione Franco Miano – va anche alle vittime degli abusi. La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica invita anche le associazioni diocesane e parrocchiali a dilatare sul territorio momenti particolari, per rendere ancora più corale il senso e il significato di questo gesto, nella convinzione della forza che assume la preghiera di fronte alla debolezza umana.

Si potrebbe, qualora fosse impossibilitata la partecipazione materiale, promuovere localmente un momento di preghiera in contemporanea al Regina Coeli, per rendere effettivo lo spirito di comunione. Si potrebbe, comunque, animare il venerdì sera precedente un’iniziativa, accompagnata dal digiuno, seguendo lo schema che verrà predisposto e reso disponibile sul sito dell’Azione Cattolica Italiana. Si potrebbe, ancora, sollecitare intenzioni specifiche, nello stesso spirito del momento del 16 maggio, nelle celebrazioni eucaristiche ordinarie.

Le associazioni dei diversi livelli, sono invitate a esprimere al Santo Padre la loro vicinanza partecipe attraverso una lettera, nella quale comunichino quanto localmente si è animato per mezzo della preghiera.

Per rendere condiviso il moto di affetto che si sta manifestando, invitiamo l’associazione, a tutti i livelli, a comunicare le modalità concrete attraverso cui si uniranno all’iniziativa alla Presidenza nazionale (presidenzanazionale@azionecattolica.it).

Mappa delle chiese dove è possibile partecipare all’Eucarestia domenicale



Visualizza Messe 16 maggio in una mappa di dimensioni maggiori

Ai presbiteri delle Chiese locali che sono in Italia

Carissimi, con sentimenti di gratitudine e profonda condivisione vi raggiungiamo, in occasione dell’anno sacerdotale, per manifestarvi e rinnovarvi con semplicità la partecipazione dell’Azione Cattolica Italiana alle gioie e alle ansie che caratterizzano il vostro ministero nel momento storico attuale.

L’Associazione, nella sua ricca tradizione e nella vita ordinaria, ha vissuto e continua a vivere i legami tra laici e presbiteri in una comunione che si nutre di amicizia spirituale e che si alimenta nella corresponsabilità del servizio alla missione della Chiesa.

Questi abiti virtuosi appaiono tanto più necessari per il futuro delle Chiese che sono in Italia, per aiutare gli uomini e le donne ad amare sempre più il Signore della storia, per sostenere ancora di più i ragazzi, i giovani, gli adulti a comprendere quel desiderio di Dio che contraddistingue la vita di ogni persona e che oggi assume tratti molto variegati: dall’indifferenza all’inquietudine, dalla ricerca profonda al gusto del prodigioso, dalla sequela coraggiosa all’azione solidale generosa…

In questa tensione per un incontro sempre più autentico e profondo con il Vangelo, vogliamo rinnovare la disponibilità dell’Azione Cattolica a rendere le nostre Chiese luoghi dove il Vangelo dà forma alla vita delle persone. Ci sembra questo il senso più pregnante della pastorale, che prolunga nello spazio e nel tempo l’annuncio di salvezza portato da Gesù: ci stringiamo ai nostri sacerdoti per essere in ogni territorio segno di quell’unità che può parlare di Vangelo alla gente di oggi, di quella comunione che è promessa e impegno per tutti e che, in vissuti connotati dalla solitudine, dalla diffidenza e dall’individualismo, rimanda alla pace e alla serenità cui ogni donna e ogni uomo aspirano.

Il tessuto quotidiano della condizione dei laici oggi è sollecitato da diversi mutamenti: la precarietà del lavoro, i tempi di vita, l’accresciuta mobilità, per richiamare solo alcuni esempi immediati, modificano in profondità anche le relazioni. In quest’ottica, si avverte il bisogno di rinsaldare i legami vitali tra presbiteri e laici, in un di più di umanità.

Con voi intendiamo arricchire il vissuto delle nostre comunità cristiane, in uno stile che faccia sperimentare agli uomini e alle donne di questo tempo la bellezza e la tenerezza dell’amore di Dio; con voi vogliamo rinnovare le nostre proposte, curando relazioni autentiche; con voi desideriamo proporre esperienze di formazione per il quotidiano, che si traducano in recupero della popolarità della fede cristiana. Abbiamo bisogno di fare discernimento grazie alla direzione spirituale; di essere guidati e motivati ad un’intensa vita sacramentale, con un particolare amore per l’Eucaristia; di essere aiutati a crescere nella relazione fondante col Signore, di cui si ha cura innanzitutto nella preghiera quotidiana. Sostenuti e accompagnati dalla vostra esperienza sacerdotale, dunque, vogliamo stare e spenderci nelle situazioni della vita che invocano la presenza di noi laici o che richiedono una nostra riflessione, con una testimonianza credibile e rispettosa dell’altro; guidati dal vostro ministero, desideriamo esercitare la simpatia della comunità cristiana non solo rafforzando l’ascolto e il dialogo, ma continuando ad abitare e sostenere evangelicamente sempre più i luoghi dell’affettività, della presenza pubblica, del dolore… per vivere sempre più autenticamente al servizio della missione della Chiesa.

L’esperienza che contraddistingue la vita dell’Azione Cattolica nel rapporto con gli assistenti che la Chiesa le dona è essa stessa segno di un legame più profondo, che è innanzitutto un legame di amore. Il nostro auspicio, che diventa invocazione, è che vi sia reso moltiplicato il bene che diffondete con fedeltà e creatività, ogni giorno, donando la cura paterna che prepara il domani.

Con riconoscenza immensa e profondo affetto.

La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana

Marco e Paola sposi

Gli sposi con la Presidenza Nazionale

Gli sposi con la Presidenza Nazionale

L’Azione Cattolica festeggia Marco Iasevoli, vicepresidente del settore giovani, che ieri (29 aprile 2010) si è sposato con Paola nella sua parrocchia natale di San Pietro a Pomigliano d’Arco.

L’associazione accompagna i novelli sposi con l’amicizia di sempre, specialmente in questo momento di grande gioia in cui si compie la vocazione laicale di Marco e Paola. Facendo nostre le parole di padre Beniamino Depalma, vescovo di Nola, preghiamo il Signore, vero legame che unisce la neonata famiglia, affinché non distolga mai il Suo sguardo amorevole da Marco e Paola e li aiuti a realizzare fino in fondo il progetto che aveva per loro fin dall’eternità.

Insieme al Settore Giovani

Insieme al Settore Giovani

Profondamente grati per come da sempre si sono spesi per l’Azione Cattolica, auguriamo ai novelli sposi la più compiuta e durevole felicità, e confermiamo l’attenta vicinanza di tutta la famiglia associativa.