Novità di AC

Caso Bachelet – “A sua immagine”

Il nostro disappunto

Esprimiamo il nostro disappunto per la decisione di cancellare la puntata di “A sua immagine” prevista sabato pomeriggio, durante la quale sarebbe stata ricordata la figura di Vittorio Bachelet, già presidente della nostra associazione e, al momento dell’omicidio per mano delle brigate rosse, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. La decisione della Rai è stata presa per via della presenza alla trasmissione del figlio di Vittorio, Giovanni Bachelet, parlamentare della Repubblica, in conseguenza delle regole emanate dalla Commissione parlamentare di vigilanza.

Ci sembra che la decisione privi l’opinione pubblica e il mondo cattolico di una testimonianza che certamente non aveva alcun valore politico-partitico, ma che voleva essere solo un’occasione per riconsegnare al nostro Paese e alla Chiesa italiana la figura di Vittorio Bachelet, definito unanimamente “martire laico”, servitore fedele dello Stato, mai uomo di parte ma testimone di un impegno teso a costruire nel dialogo il bene comune.

la Presidenza Nazionale

Napolitano, De Siervo, Mancino al XXX Convegno Bachelet

XXX Convegno Bachelet

“Vittorio Bachelet. Testimone della Speranza”

12/febbraio 2010 - Roma

A trent’anni dal suo martirio per mano delle Brigate Rosse, l’Azione Cattolica celebra il sempre vivo ricordo del suo più audace testimone e interprete: Vittorio Bachelet. Un uomo che seppe essere punto di riferimento con la propria vita e con l’impegno civile e politico; un cristiano capace di vivere la propria fede nella storia, al servizio della carità nei rapporti personali e nella costruzione di una città comune.

Curato dall’Istituto “Vittorio Bachelet” per lo studio dei problemi sociali e politici, l’appuntamento è per il 12 febbraio nell’Aula Magna dell’Università di Roma “La Sapienza”, dove è prevista la partecipazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Numerosi gli interventi in programma chiamati a tracciare la figura di Vittorio Bachelet: tra questi segnaliamo quelli del Rettore Luigi Frati, del Preside della Facoltà di Scienze Politiche, Gianluigi Rossi, del Presidente dell’Azione Cattolica Italiana, Franco Miano, del Presidente dell’Associazione Vittorio Bachelet, Giovanni Conso, di Giovanni Bachelet e le relazioni del Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, che rifletterà sull’eredità di Bachelet per il CSM, e quella del Vicepresidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, il quale discuterà dell’attualità dell’insegnamento di Bachelet per le istituzioni della Repubblica.

I lavori proseguono il 13 febbraio mattina nell’auditorium della Domus Mariae, in via Aurelia, dove si incontreranno i presidenti nazionali dell’Azione Cattolica succeduti a Bachelet: Mario Agnes, Alberto Monticone, Raffaele Cananzi, Giuseppe Gervasio, Paola Bignardi e Luigi Alici, i quali, insieme all’attuale presidente dell’AC, Franco Miano, e al vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli, discuteranno delle prospettive dell’Azione Cattolica alla luce della testimonianza di Vittorio Bachelet.

La storia ogni tanto ci dona dei veri e propri giganti. Uno di questi è stato sicuramente Vittorio Bachelet, un coraggioso e tenace testimone della speranza. Un costruttore di futuro. Ricordato, da quanti l’hanno conosciuto, come persona dal carattere mite, che non faceva mai mancare la fermezza nelle scelte, l’operosità nella vita, lo sguardo sereno nel guardare al mondo e alle sue ansie. Apparteneva certamente a quella generazione che con i propri sogni, la propria serietà nello studio, il proprio impegno per gli altri contribuì significativamente alla ricostruzione dell’Italia, dopo le macerie della guerra, e poi al grande fermento che porterà al Concilio Vaticano II.

In questa chiave spende il suo impegno a servizio della famiglia dell’AC e della comunità ecclesiale italiana. Da Presidente, fu l’uomo della scelta religiosa, che – come ebbe a scrivere il Cardinale Carlo Maria Martini – consiste essenzialmente in «un riandare alle sorgenti così da riscoprire le radici più profonde della vita cristiana». La scelta religiosa e il nuovo assetto unitario che l’Azione Cattolica assume con lo Statuto del 1969, altro non furono che un modo di rispondere ai fermenti del mondo moderno e alle provocazioni della realtà storica. In particolare la scelta religiosa, come scelta fondativa del nuovo corso, non ha voluto significare una fuga dalla realtà. Essa, invece, pur muovendosi sulla linea di una rottura con il collateralismo politico, che segnava da tempo la natura stessa dei rapporti tra i fedeli laici associati e il partito dei cattolici italiani, segna una vigorosa attenzione per ritrovare l’essenziale della fede e l’impegno per una vita coerente. Come ebbe a dire lo stesso Bachelet, «un modo per tornare, nello spirito della Lettera a Diogneto, ai punti di riferimento per la propria vita e per il proprio impegno civile e politico»; un modo per aiutare «i cristiani a vivere la loro vita di fede in una concreta situazione storica, ad essere “anima del mondo”, cioè fermento, seme positivo per la salvezza ultima, ma anche servizio di carità non solo nei rapporti personali, ma nella costruzione di una città comune in cui ci siano meno poveri, meno oppressi, meno gente che ha fame».

Vittorio Bachelet fu uomo che visse il suo impegno per gli altri anche attraverso il servizio alle Istituzioni. La sua tragica scomparsa il 12 febbraio del 1980 per mano della follia disperata delle Brigate Rosse, a soli due anni dalla morte dell’amico Aldo Moro, fu un colpo tremendo al cuore dello Stato e di quanto Bachelet rappresentava all’interno del mondo cattolico. Ma il suo sacrificio, il suo “martirio laico”, crediamo non sia stato versato invano. Il seme buono porta sempre frutto, passando per i tempi della storia. «Egli non fu ucciso nell’esercizio – ci ricorda ancora il cardinale Martini – delle sue responsabilità ecclesiali e nemmeno per la sua incondizionata testimonianza di fede, ma nel cuore della sua professionalità e della sua fedeltà al servizio della città degli uomini.

Modalità di accreditamento

Gli accrediti devono pervenire entro le ore 18.00 di giovedì 11 febbraio 2010 al seguente indirizzo di posta dell’Ufficio stampa e comunicazione: stampa@uniroma1.it

La richiesta deve contenere nominativo del giornalista, data di nascita, testata, numero del tesserino dell’Ordine o una lettera d’incarico del direttore della testata.

Per motivi di sicurezza i giornalisti potranno entrare con documento di riconoscimento valido entro le ore 15.30 dall’ingresso laterale del palazzo del Rettorato.

Per ulteriori informazioni chiamare il numero 06/49910034 o 06/49910035.

Il programma del XXX Convegno Bachelet


Campiglio e Gesualdi al Convegno “Oltre la Crisi”

L’AC in cammino verso la Settimana sociale dei cattolici italiani

(Decimo Incontro)

Etica, economia del gratuito, nuovi stili di vita: l’impegno dell’Azione Cattolica

Rovigo, 6 febbraio 2010 ore 15.45 – Accademia dei Concordi – Piazza Vittorio Emanuele II

Nel cammino di preparazione della Chiesa Italiana alla 46° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si svolgerà dal 14 al 17 Ottobre 2010 a Reggio Calabria, sul tema “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del paese”, l’Azione Cattolica Italiana ha voluto realizzare una serie di eventi pubblici regionali che potessero costituire contributi significativi alla riflessione comune.

Sabato 6 febbraio 2010, la Delegazione regionale del Triveneto e la Presidenza nazionale dell’AC promuovono, con il Patrocinio dei Comuni e delle Province di Rovigo e Vicenza, un Convegno di Studio dal tema: “Oltre la crisi. Etica, economia del gratuito, nuovi stili di vita. L’impegno dell’Azione Cattolica”. L’incontro si terrà alle ore 15.45 presso la Sala Oliva dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

L’Azione Cattolica si propone di creare un’occasione di confronto e di dibattito sulle conseguenze della crisi nella realtà del Nordest. Al convegno interverranno: il prof. Luigi Campiglio, ordinario di Politica Economica all’Università Cattolica; Francesco Gesualdi, allievo di don Lorenzo Milani e responsabile del Centro Nuovo Modello di Sviluppo; il prof. Franco Miano, Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana.

Il servizio al bene comune richiede uno slancio ed una convinta capacità di dare risposte nuove al cambiamento. La crisi economico-finanziaria che ha colpito le regioni del Nordest, riscontrabile dalle migliaia di posti di lavoro persi nell’ultimo anno, richiede di ripensare ad un nuovo modello di sviluppo che parta da nuovi stili di vita condivisi.

L’Azione Cattolica del Triveneto ribadisce la responsabilità e l’impegno di essere associazione chiamata a contribuire e a costruire una società fondata sulla sobrietà, solidarietà e giustizia, indicando nel cambiamento degli stili di vita la via per affrontare le sfide di questo tempo. È quanto ci invita a fare la Dottrina sociale della Chiesa ed è quanto ci ricorda l’insegnamento della Caritas in Veritate, in cui Benedetto XVI sottolinea che “volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e carità” (CiV n.7).

Il programma del Convegno

Vittorio Bachelet. Lezione di un cristiano coerente

di Luca Diliberto

Renato Buzzoletti, medico personale di Giovanni Paolo II, che nel maggio 1981 lo assistette dopo l’attentato in piazza San Pietro, ha rivelato che tra le primissime parole pronunciate dal Papa, risvegliatosi dopo l’operazione, fu ascoltata una specie di invocazione: «Come a Bachelet…». Nel cuore del pontefice Vittorio Bachelet aveva dunque un posto speciale, tanto che la sua figura e il suo martirio riemersero in un momento così grave. È innegabile che quanto quest’uomo seppe paradossalmente comunicare con la sua morte (12 febbraio 1980), col suo sacrificio, e soprattutto nel giorno del suo funerale al paese, ai cittadini spaventati e stremati da anni di terrorismo e di insicurezza, agli uomini delle istituzioni rappresentò allora un insegnamento capace di generare inattesi percorsi di riconciliazione.

Ma quella morte, incontrata in pieno giorno nei corridoi dell’università in cui insegnava come docente di Diritto pubblico dell’economia, non può essere seriamente affrontata senza riferirsi a una vita intera che ha molto da raccontarci anche oggi, a trent’anni esatti da quegli avvenimenti.

Bachelet era nato nel 1926, in una famiglia radicata in una religiosità non di facciata, ed era cresciuto assieme a fratelli che seppero fare presto scelte impegnative: Adolfo, il maggiore, e Paolo divennero gesuiti; Giorgio era impegnato nella Fuci, divenendo redattore di Ricerca. Degli anni giovanili rimane la percezione di una personalità capace di spingersi oltre la mediocrità del tempo, di ricercare riferimenti formativi solidi in un contesto confuso e cattivo, ovvero il tratto terminale del regime fascista; soprattutto la volontà di sbilanciarsi per una fede solida, una spiritualità esigente, che matura a poco a poco dentro una vocazione laicale desiderata, e non subita.

Iscritto all’università nel 1943, giunse anche lui a collaborare con la Fuci nazionale verso il termine del conflitto e, una volta laureatosi (1947), a iniziare l’attività di ricerca in università e l’impegno di elaborazione culturale attraverso i periodici associativi.

Nei suoi scritti di quell’epoca è evidente una passione per il proprio tempo, nei tentativi di dialogare con tutti, anche con quanti ideologicamente parevano molto lontani dal suo mondo vitale, nella richiesta di una ricostruzione del paese che non fosse frutto di compromessi tra pochi, o di una politica capace di interpretare anche i bisogni dei più deboli; e gli è chiara la necessità di tenere distinta l’azione della Chiesa e l’azione nella politica, tanto da temere un uso strumentale della religione a fini politici. Ma questi ragionamenti non avevano allora facile ascolto nella compagine ecclesiale; la stessa Azione cattolica si era trovata a organizzare attività di propaganda, soprattutto attraverso i Comitati civici, sorti a poche settimane dalle elezioni del 1948.

Bachelet, che nel 1951 si era sposato, portò un contributo prezioso a quel periodo ricostruttivo anche tramite i suoi studi giuridici, cercando di porre le basi per una più coerente impostazione della pubblica amministrazione alla luce dei principi della nuova Costituzione repubblicana. Ma questo impegno si intersecò con le responsabilità sempre crescenti in ambito ecclesiale, quando fu scelto da papa Giovanni XXIII come vicepresidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, per poi divenirne presidente nel 1964.

L’associazione, che allora contava oltre tre milioni di iscritti ed era stata sino a quel punto l’unico strumento formativo per intere generazioni di credenti, fece i conti con le novità del Concilio vaticano II, il cui messaggio domandava alla Chiesa un profondo rinnovamento; Bachelet comprese che occorreva un impegno a tutto campo, e non semplici aggiustamenti, per ridisegnare i presupposti teorici e le forme strutturali dell’Azione cattolica. I percorsi entro cui la guidò furono essenzialmente due: accoglienza senza sconti del messaggio conciliare (riassunta nello slogan Attuare il Concilio nel nostro tempo) e rimessa in discussione dei metodi e delle strutture, divenute nei decenni precedenti numerosissime. Punto si svolta, la riscrittura dello Statuto (approvato infine nel 1969) attraverso un coinvolgimento di responsabili a ogni livello, ma in particolare chiamando a “fare esperienza” dello stile conciliare i dirigenti locali.

Il frutto più significativo di quell’epoca fu l’elaborazione di un modello di vita credente concretizzato in quella che allora si chiamò “scelta religiosa”: con essa l’Azione cattolica offriva ai laici, a ragazzi, giovani, adulti, famiglie, l’ideale di una fede capace di incontrare il proprio tempo, di amarlo profondamente, il profilo di una formazione non generica o arruffata, ma seria e costante, soprattutto nel rimando alle Scritture e al magistero più avanzato della Chiesa. La scelta religiosa significò anche distinzione di piani tra il politico e il religioso, ovvero il rifiuto del fondamentalismo cristiano, visto come tentazione suprema e corruzione del messaggio di fede. Piuttosto, scriveva Bachelet nel 1970, «nei momenti di svolta della storia si impone in modo più urgente per tutti i cristiani l’essere cristiani veri nella Chiesa e nel mondo».

Lui per primo seppe incarnare questi ideali, sia nella vita personale (improntata sempre alla sobrietà e all’onestà) che nel servizio reso al paese. Concluso infatti nel 1973 il lungo servizio associativo, dovette affrontare nuove e complesse sfide: chiamato a un coinvolgimento diretto nella stagione di rinnovamento della Democrazia cristiana, venne eletto nel 1976 al Comune di Roma. Ma poco dopo fu nominato dal Parlamento nel Consiglio superiore della magistratura e il 21 dicembre eletto, un po’ a sorpresa, vicepresidente. Questo gravoso impegno, che si assommava alla professione di docente e incise profondamente nella vita familiare, cadde in un periodo terribile per l’Italia: gli anni del terrorismo, degli omicidi politici, degli attentati a giudici, sindacalisti, uomini politici, giornalisti… Si trovò dunque al centro di tensioni gigantesche, che affrontò sempre col desiderio di comprendere, di far convergere posizioni estreme, di sostenere le istituzioni democratiche.

Svolse questa funzione con coscienza e passione sino al 12 febbraio 1980, quando due giovani, militanti nelle Brigate rosse, lo attesero fuori dall’aula universitaria e lo uccisero; era senza scorta, nonostante fosse già scampato a un ordigno, disinnescato per tempo, sotto il suo studio. Due giorni dopo le fragili parole del figlio Giovanni pronunciate, a nome della famiglia, durante il funerale («Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri») sintetizzarono un intero disegno esistenziale, e non caddero nel vuoto.

Da allora, il suo insegnamento e la sua vicenda non cessano di produrre frutto, di orientare la vita di tanti, di rappresentare un’eredità feconda per la Chiesa e per l’Italia.

Incontro “Amami con tutto te stesso”

Incontro dei fidanzati e degli animatori dei percorsi di formazione al matrimonio

5/7 febbraio 2010 – Terni – Villa Santo Spirito – Strada di Collerolletta, 15

L’educazione all’affettività è una delle più grandi sfide della nostra epoca. Nella nostra società dei “contatti”, delle “relazioni liquide”, che fa fatica a costruire legami e relazioni significative e durature, l’Area Famiglia e Vita dell’Azione Cattolica Italiana, in collaborazione con la diocesi di Terni Narni Amelia, da tempo si sta impegnando per offrire alle giovani generazioni momenti specifici, spazi di riflessione e di progettazione utili alla crescita umana e cristiana del loro amore. Un compito delicato e discreto di accompagnamento, di valorizzazione e di maturazione dell’esperienza dell’innamoramento.

Dopo la due giorni tenutasi a Roma lo scorso 30 e 31 gennaio sull’educazione all’affettività, dal titolo “L’amore conta”, con la presenza di oltre 200 responsabili di Azione Cattolica dei giovani e giovanissimi, provenienti da ogni parte d’Italia, la “settimana straordinaria” dedicata alla vita affettiva delle nuove generazioni si chiude, dal 5 al 7 febbraio, a Terni, dove si svolgerà il quarto seminario Disegni di affettività”, che quest’anno ha come titolo: Amami con tutto te stesso”. Animatori dei percorsi di formazione al matrimonio e fidanzati si ritroveranno nella città di San Valentino per riflettere e approfondire il tema della corporeità e della sessualità in una prospettiva antropologica e di fede.

Un percorso nel mondo del corpo, dei sensi e della sessualità, che l’Associazione offre ai giovani perché possano maturare sempre più la consapevolezza della bellezza e del valore positivo che risiede nella corporeità.

A sollecitare la riflessione, gli interventi di suor Benedetta Rossi, biblista, di don Vito Impellizzieri, Rettore del Seminario di Mazara del Vallo, e del dottor Dario Seghi, psicologo e sessuologo della diocesi di Ferrara. All’incontro parteciperanno l’arcivescovo di Terni Narni Amelia, mons. Vincenzo Paglia, e il Presidente nazionale dell’Azione Cattolica, Franco Miano.

Il programma dell’Incontro

Segno. Bachelet, 30 anni dopo… così vicino

il numero di febbraio 2010

Vittorio Bachelet, trent’anni dopo. Trent’anni dopo il suo “martirio laico”, Segno e l’Azione cattolica tutta ricordano il presidente della scelta religiosa e del rinnovamento conciliare. Nelle pagine del giornale scorrono le foto più care, il volto sorridente di Vittorio, un racconto della sua vita di uomo impegnato nella Chiesa e nelle Istituzioni civili che, ancora oggi, ci regala la lezione di un cristiano coerente con gli insegnamenti del vangelo. Un impegno che l’Ac sente in modo particolare: il 12 febbraio, in occasione dell’anniversario della sua uccisione, nell’Aula magna dell’Università “La Sapienza” di Roma verrà inaugurato un convegno dedicato a Bachelet, con la presenza di personalità del mondo delle Istituzioni, e in particolare quella del Presidente della Repubblica. Seguono poi nel giornale i classici temi che vengono affrontati dal mensile di Ac: famiglia, economia, società, costume, cultura. Da segnalare il faccia a faccia con Rosario Carello, volto di A sua immagine (RaiUno), sul ruolo dei media nel mondo d’oggi.

Per informazioni e abbonamenti, basta telefonare al numero verde 800.869126.

Oggi, Progettare Domani – Quarta Giornata della Progettazione Sociale

30 e 31 gennaio 2010 - Consorzio di Cooperative Sociali Roberto Tassano - Casarza Ligure (Ge)

Per il quarto anno consecutivo l’Azione Cattolica Italiana attraverso il Movimento Lavoratori (MLAC) promuove, con il concorso di idee “Lavoro e Pastorale”, la Progettazione Sociale per ascoltare e leggere la realtà, in modo tale da attivare azioni che diano luce evangelica nella storia dei nostri territori.

Alla due giorni di “studio sociale”- che si terranno presso il Consorzio Tassano di Casarza Ligure (Ge) – partecipano, tra gli altri: l’economista Leonardo Becchetti, dell’Università di Roma “Tor Vergata”; il vicepresidente della regione Liguria, Massimiliano Costa; il vescovo di Chiavari, mons. Alberto Tanasini; Giacomo Linaro, presidente del Consorzio Tassano; Cristiano Nervegna, Segretario Nazionale del MLAC.

L’azione progettuale del Movimento Lavoratori di AC è finalizzata a rendere la Dottrina Sociale della Chiesa una buona prassi per il vivere quotidiano, cercando di stimolare nelle comunità locali energie positive volte a promuovere la centralità della persona umana. Attraverso le seguenti finalità: diffondere la conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa e della Caritas in veritate di papa Benedetto XVI; sostenere le capacità progettuali necessarie ad attuare attività integrate con il territori; ampliare le competenze professionali richieste nell’attuale mondo del lavoro.

Gli ambiti di intervento sono individuati nell’animazione del territorio e lo sviluppo di una cultura etica; nell’individuazione di percorsi di sviluppo di politiche attive del lavoro; nell’azione di promozione per favorire l’inclusione sociale di lavoratori immigrati.

Tutto ciò, attraverso l’attivazione di nuove esperienze pastorali ispirate alla DSC; la promozione di una cittadinanza attiva e della legalità, attraverso il coinvolgimento di tutti i cittadini e in particolare dei giovani; la produzione e il sostegno di reti tra Azione Cattolica, associazionismo ecclesiale, soggetti pubblici e/o privati del territorio; la creazione di ponti tra scuola e mondo del lavoro; l’agevolazione della diffusione della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Quest’anno sono 9 i Progetti Sociali che saranno premiati, tra gli oltre 50 pervenuti da diverse regioni d’Italia. L’elenco definitivo sarà a breve disponibile sul portale dell’Azione Cattolica, www.azionecattolica.it, nelle pagine dedicate alle attività del Movimento Lavoratori.

Il programma della Quarta giornata di Progettazione Sociale.

L’amore conta – Seminario sulla vita affettiva dei giovani e dei giovanissimi

30 e 31 gennaio 2010, Roma, Domus Pacis – via di Torre Rossa, 94

L’amore conta, e molto, nella vita dei giovanissimi e dei giovani. Conta, e molto, nella vita di tutti gli uomini e di tutte le donne. È proprio l’amore a rendere grande e unica l’esistenza di ciascuno.

Ciò che rivoluziona il nostro ordinario è la scoperta di essere preceduti dall’Amore e di avere la possibilità di amare. Solo l’amore ci fa uscire da noi stessi e rende possibile l’avventura della vita.

Alla vigilia del decennio che la Chiesa italiana dedicherà alle nuove sfide dell’educazione, il settore Giovani dell’Azione Cattolica Italiana guarda con grande e rinnovata passione alla crescita delle nuove generazioni, proponendo un seminario di studi per esplorarne le dinamiche affettive. Un incontro che non tralascerà i nodi legati a questa dimensione, perché il Vangelo dell’Amore possa provocare, illuminare e rendere più bello il cammino di quanti ci sono affidati.

Come sottolineano i Vicepresidenti nazionali per il settore Giovani dell’AC, Chiara Finocchietti e Marco Iasevoli, «il seminario si fermerà in modo particolare su alcune tematiche che interrogano e scuotono famiglie ed educatori: il rapporto con il proprio corpo e con l’altro sesso, la difficoltà dei giovani a maturare scelte affettive stabili all’interno di un più ampio progetto di vita, la necessaria preparazione al sacramento del matrimonio, gli itinerari formativi più adeguati per far intuire alle nuove generazioni i “si” che caratterizzano la morale proposta dalla Chiesa».

Particolare anche la scelta di affrontare il tema del seminario adottando metodologie diverse, proprio per favorire l’approccio delle nuove generazioni: durante i lavori della due giorni si alterneranno momenti di intensa spiritualità personale, si simulerà un talk show, ci sarà un confronto frontale con un moralista (don Angelo Panzetta, vicepreside della Facoltà Teologica dell’Italia meridionale) si conosceranno esperienze già in atto nelle associazioni diocesane di Azione Cattolica, ci si metterà alla prova in laboratori espressivi (cinema, musica, arte, attività motorie, teatro).

Con il seminario “L’amore conta” si apre una settimana che l’Azione Cattolica dedica all’amore. Dal 5 al 7 febbraio prossimo, infatti, coppie di fidanzati e gli animatori dei gruppi che accompagnano le giovani coppie si ritroveranno a Terni, città di San Valentino, per approfondire ulteriormente le dinamiche dell’affettività nel fidanzamento e nella vita coniugale.

Il programma del seminario

Nota della PN dell’AC sulla prolusione del Card. Angelo Bagnasco

Accogliamo l’invito del Cardinale Angelo Bagnasco a costruire una nuova stagione della politica

Il “sogno ad occhi aperti” del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, è molto più di un sogno: è impegno da condividere, monito da seguire perché la politica, come ricordava Papa Paolo VI, è un’esigente forma di carità. Accogliamo, dunque, come Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana, l’invito del presidente della Cei ai “cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani”.

Accogliamo altresì l’auspicio che questa stagione della vita del Paese contribuisca “a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni. Italiani e credenti che avvertono la responsabilità davanti a Dio come decisiva per l’agire politico”.

L’Azione cattolica italiana, da sempre impegnata nella formazione dei ragazzi, dei giovani e degli adulti, si sente interpellata dalle parole del cardinale Bagnasco e condivide l’urgenza di costruire attorno ai valori fondamentali un impegno comune di quanti sono consapevoli che un futuro migliore è possibile, in cui l’altro sia visto e considerato sempre e innanzitutto come persona, in cui l’ambiente sia dono da custodire e consegnare ai nostri figli, in cui la vita sia un diritto da proteggere e da promuovere, in cui la famiglia sia sempre più considerata cellula fondamentale della società e sia tutelata e aiutata, in cui il lavoro sia un diritto di tutti, in cui l’accoglienza sia un moto del cuore personale e comunitario.

L’Azione cattolica è stata, ed è tuttora, ricca di vocazioni al servizio civile e politico. Tante persone formatesi nelle fila dell’associazione hanno assunto e assumono impegni ai più svariati livelli istituzionali. Tale importante e generoso contributo, alla luce delle parole del cardinale Bagnasco, sia sempre più caratterizzato da gratuità ed evangelica inquietudine. Ai tanti già impegnati in politica l’Ac vuole essere sinceramente vicina, come stimolo e fermento. Allo stesso modo, l’Ac vuole prendere concretamente in consegna l’invito del cardinale Bagnasco sostenendo nuove vocazioni al servizio politico, attraverso una più intensa e feconda mediazione della Dottrina sociale della Chiesa. A tutti coloro che vivono una passione sociale, l’Ac può offrire la luminosa testimonianza di grandi uomini di fede, come Vittorio Bachelet, del quale tra pochi giorni ricorre il trentennale dalla morte.

I temi della vita, della giustizia, della legalità, dell’integrazione, della famiglia e del lavoro, del bene comune devono vedere i cattolici impegnati in una nuova stagione di presenza culturale e di impegno, guidati dalle parole del Concilio Vaticano II e dalla Dottrina sociale della Chiesa. In questo senso, l’Azione cattolica ha promosso un ciclo di 16 incontri pubblici, nelle 16 regioni ecclesiastiche, che affrontino i nodi, le risorse, le problematiche strutturali e congiunturali dei nostri territori. L’itinerario lungo la Penisola, che prepara l’associazione alla prossima Settimana sociale, è ormai giunto alla decima tappa, e si sta rivelando un importante laboratorio di idee e passione civile. L’impegno che l’associazione vuole assumere è quello di incentivare sempre nuove occasioni di dialogo, confronto e proposta nelle città del Paese.

A Viterbo, ricordando la figura di Mario Fani (“che accese, insieme a Giovanni Acquaderni, di Bologna, quella prima luce che sarebbe poi diventata l’esperienza storica del laicato in Italia: l’Azione Cattolica”), Papa Benedetto XVI ha detto ai fedeli laici, giovani e famiglie: “Non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana (…). Si succedono le stagioni della storia, cambiano i contesti sociali, ma non muta e non passa di moda la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo in solidarietà con la famiglia umana, al passo con i tempi. Ecco l’impegno sociale, ecco il servizio proprio dell’azione politica, ecco lo sviluppo umano integrale”. Stimoli e sollecitazioni di cui i laici cattolici sono grati, perché invitano ad assumere in prima persona la responsabilità verso i propri fratelli e le proprie comunità.

Alemanno, Cipriani, Chiarinelli, Anversa, Astorre e De Ficchy al convegno “Rifiutare l’illegalità, impegnarsi per la giustizia”

L’AC in cammino verso la Settimana sociale dei cattolici italiani

(Nono Incontro)

Roma, sabato 23 gennaio 2010 ore 16.30 - Sala della Protomoteca - Comune di Roma

Piazza del Campidoglio, 1

In preparazione alle Settimane Sociali della Chiesa Italiana del 2010, la Delegazione regionale del Lazio e la Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica organizzano un incontro pubblico dal titolo “Rifiutare l’illegalità, impegnarsi per la giustizia. L’AC in dialogo per il bene comune nel Lazio”. I lavori si svolgeranno a Roma, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, sabato 23 gennaio 2010, con inizio alle ore 16.30.

Questa di Roma è la nona delle sedici tappe tematiche e territoriali in cui si articola il percorso che l’Azione Cattolica sta realizzando, in tutto il Paese, sugli argomenti che saranno oggetto di discussione durante i lavori della Settimana Sociale prossima, che si svolgerà dal 14 al 17 ottobre 2010 a Reggio Calabria. Si tratta di occasioni di confronto e dialogo con le realtà territoriali nazionali, di momenti di discernimento con la società civile e con le istituzioni pubbliche, per offrire un contributo associativo ad un’adeguata e diffusa preparazione all’appuntamento reggino.

In quanto associazione, impegnata nell’educazione delle persone, dai bambini ai giovani agli adulti, sperimentiamo ogni giorno che educare significa fare il difficile sforzo di richiamare alla coerenza tra ciò che si esprime all’esterno e ciò che si vive, al rifiuto totale di ogni forma di illegalità. Se a questa prospettiva “etica” vanno richiamati tutti i cittadini, a maggior ragione è richiamato chi rappresenta le istituzioni nazionali e locali. Sappiamo quanto questo sia difficile per tutti, ma riteniamo che sia l’unico modo per rinnovare il Paese non solo a parole, ma nei fatti. La “questione legale” come la “questione morale”, per l’Azione Cattolica, è la questione di un’ampia e consapevole conversione al bene comune dei nostri stili di vita.

Legalità quindi non solo come rispetto delle regole che la società si è date ma anche ristoro dell’anima. Potremmo parafrasare per analogia l’affermazione di Paolo Borsellino, trucidato dalla Mafia, che diceva sempre: «… la lotta alla mafia non deve essere soltanto opera distaccata di repressione ma anche movimento culturale, morale ed anche religioso che coinvolga tutti e che abitui a sentire il fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza della contiguità al crimine ed alla complicità…».

La legalità non deve essere solo concetto astratto di formale conformità al dettato di norme, ma movimento culturale e morale che coinvolga tutti (cittadini e pubblici amministratori) e che abitui a sentire il fresco profumo della Libertà e della Giustizia.

All’incontro di Roma interverranno, tra gli altri: l’on. Gianni Alemanno, Sindaco di Roma; Mons. Lorenzo Chiarinelli, Vescovo di Viterbo e Vice presidente della Conferenza episcopale del Lazio; l’on. Bruno Astorre, Presidente del Consiglio regionale del Lazio; il sociologo Roberto Cipriani dell’Università “Roma Tre”; il dott. Luigi De Ficchy, Procuratore capo di Tivoli; il giornalista Giovanni Anversa. Concluderà i lavori il Presidente nazionale dell’AC, Franco Miano.