Per una missionarietà senza confini – Seminario di studio 22 e 23 gennaio 2010

Seminario AC e Rapporti internazionali

L’AC nella Chiesa locale e universale: sfide antiche e nuove per una missionarietà senza confini

Roma, 22 e 23 gennaio 2010, Domus Mariae, via Aurelia 481

È nella certezza che l’Azione Cattolica del Terzo millennio non può che “avere il respiro del mondo”, per crescere in generosità e gratuità nell’incontro con chi è lontano geograficamente, ma prossimo da incontrare, accogliere ed amare, come ci insegna il Vangelo, che il 22 e 23 gennaio prossimi rappresentanti di associazioni diocesane, membri di presidenza nazionale e collaboratori centrali di AC saranno impegnati a Roma, alla Domus Mariae, in una due giorni di studio e di confronto sul tema: “L’Ac nella Chiesa locale e universale: sfide antiche e nuove per una missionarietà senza confini”.

È un percorso che parte, quello dei rapporti internazionali, sin dalle origini dell’AC. Non si possono dimenticare, solo per citare un esempio, i frutti di bene raccolti da Armida Barelli addirittura in terra cinese! L’Azione Cattolica nasce con l’intenzione di non mettere confini alla propria azione formativa e all’annuncio della Buona Notizia, ed anche in questo triennio vuole continuare a coltivare legami significativi, fondati sulla gratuità, sulla disponibilità all’ascolto e al dialogo con chi è lontano geograficamente, sull’accoglienza di chi bussa alla porta delle nostre comunità ponendo interrogativi impegnativi e coinvolgenti.

Nella prima giornata di lavoro, insieme a don Giovanni Cesena, direttore dell’Ufficio nazionale per la Cooperazione missionaria tra le Chiese della CEI, a provocare la discussione saranno le sfide antiche e nuove poste dalla cattolicità, dal sentirsi uniti a tutte le Chiese sorelle, in particolare a quelle in cui la giustizia, la pace, il rispetto delle persone e dei popoli vengono meno. I lavori continueranno dando spazio alle voci di chi in diocesi e in parrocchia, con coraggio e fedeltà, in questi anni ha saputo creare e coltivare legami importanti: ricordiamo l’amicizia con le Chiese di Bosnia Erzegovina e di Albania; l’impegno per la vita e la pace in Terra Santa; le esperienze di vicinanza con il continente africano e asiatico (Ac e Fiac: cosa bolle in pentola? Iniziative, progetti e prospettive per promuovere l’Ac).

Si darà poi spazio, nel momento intitolato Quando l’Ac ha il respiro del mondo, ad una coppia di sposi della diocesi di Padova che ha dedicato qualche anno della propria vita ai fratelli e alle sorelle dell’Ecuador e si tenterà insieme di individuare e Progettare percorsi senza confini nell’ordinarietà della vita associativa.

Chi ha avuto la fortuna in questi anni di vivere esperienze di amicizia e di impegno a fianco di Chiese sorelle sa quanti doni si ricevono dall’incontro con chi vive realtà geografiche, culturali e sociali diverse dalla nostra. Per l’Azione Cattolica avere il respiro del mondo significa davvero vivere e capire meglio anche le nostre realtà, piccole o grandi che siano, e ritrovare quell’entusiasmo che a volte la solita routine ci toglie.

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