Per un’agenda di speranza

Consegnata alle massime cariche dello Stato a nome delle associazioni di Retinopera, tra cui l’Azione Cattolica e Focsiv, una lettera/appello nella quale riprendendo l’iniziativa congiunta in occasione del G8 de L’Aquila si sollecita il Governo ad un impegno concreto nella legge finanziare per il 2010 a favore dei paesi in via di sviluppo.

Il testo della lettera/appello:

On. Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Giulio Tremonti
Ministro dell’Economia e delle Finanze

Egregio Presidente, Egregio Ministro,

lo scorso 3 luglio, insieme ad una delegazione composta da Cardinali e Vescovi provenienti dal Sud e dal Nord del mondo e dai Presidenti delle maggiori associazioni cattoliche italiane, abbiamo avuto udienza presso di Voi prima del Summit del G8 de L’Aquila. Abbiamo portato alla vostra attenzione le richieste dei poveri del mondo affinché, a partire dagli impegni presi nei Summit precedenti, il Governo adottasse misure efficaci per garantire condizioni di vita dignitosa a tutti gli uomini e le donne del pianeta.

Purtroppo il primo atto concreto del Governo contraddice gli impegni manifestati: la proposta governativa di Finanziaria per il 2010 non aumenta le risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo, drammaticamente ridotte del 56% nel 2009 rispetto all’anno precedente.

Questo accade proprio in concomitanza con gli annunci allarmanti sullo stato della povertà nel mondo:

la FAO, con il suo Rapporto annuale 2009, denuncia come per la prima volta in 40 anni il numero degli affamati ha superato il miliardo di persone,

l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite stima in oltre 40 milioni i rifugiati che nel mondo fuggono da guerre, da catastrofi naturali e dalla sistematica violazione dei diritti umani fondamentali;

l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni delle Nazioni Unite stima che, nel 2050, i rifugiati ambientali potrebbero raggiungere i 250 milioni.

Come affermato da Papa Benedetto XVI al recente Vertice della FAO “occorre evitare che la tendenziale diminuzione dell’apporto dei donatori crei incertezze nel finanziamento delle attività di cooperazione”. L’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, se ben incanalato e efficacemente gestito a favore dei più poveri, è strumento indispensabile ad una efficace lotta alla fame ed alla povertà.

Anche a seguito di nostre sollecitazioni, la Camera dei Deputati il 21 ottobre 2009 ha approvato una mozione bipartisan che chiede di raddoppiare la percentuale di Aiuti ai Paesi poveri prevista dalla proposta di Finanziaria del Governo.

Pur consapevoli del difficile momento economico in cui verte anche il nostro Paese, sappiamo come con le misure in atto per il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale si prevede un rientro di oltre 4 miliardi e mezzo di Euro.

Alla luce di ciò, riteniamo ragionevole reiterare la nostra richiesta a Governo e Parlamento di garantire, con la Finanziaria per il 2010, almeno 500 milioni di Euro per la cooperazione allo sviluppo.

Il nostro Paese deve farlo.

Mentre il mondo, dopo il Summit Mondiale sulla Sicurezza Alimentare convocato dalla FAO, si prepara alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Copenaghen e ancor più all’esame che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite farà nel 2010 sullo stato di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, chiediamo a Governo e Parlamento di dimostrare un chiaro impegno per la lotta alla povertà.

I poveri del mondo chiedono all’Italia un’inversione di tendenza dimostrabile con una percentuale di Aiuto Pubblico allo Sviluppo degna del nostro Paese. A pochi mesi dalla pubblicazione dell’Enciclica Caritas in veritate, restiamo fermamente convinti che, come recita al paragrafo 60 “ nella ricerca di soluzioni della attuale crisi economica, l’aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri deve esser considerato come vero strumento di creazione di ricchezza per tutti”.

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