Il Prestito della Speranza
Presentato il fondo Cei per sostenere le famiglie in difficoltà. «Prestito della speranza», così ha definito l’iniziativa il card. Angelo Bagnasco. Al progetto destinato ai nuclei familiari in difficoltà con almeno tre figli, o gravate da malattie o disabilità, contribuiscono anche le banche italiane, i privati e le associazioni. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere i 30 milioni di euro attraverso la Colletta nazionale del 31 maggio.
5 anni la durata massima del prestito; 500 euro il contributo mensile per le famiglie in difficoltà; 4,5 il tasso con cui il prestito dovrà essere rimborsato.
Tecnicamente, l’accordo firmato dal presidente dell’Associazione bancaria italiana (ABI), Corrado Faissola, e dal presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, dà vita a un fondo di garanzia che avrà una dotazione iniziale di «almeno 30 milioni di euro» (quelli che si pensa di ricavare dalla Colletta nazionale del 31 maggio) e che sarà operativo a partire dall’1 settembre prossimo.
Questo capitale garantirà per il 50% i prestiti concessi, in funzione di un moltiplicatore pari a 3 volte il suo importo. Fuori dai tecnicismi, le banche potranno così erogare nei primi tre anni fino a 180 milioni complessivi di prestiti, dei quali sarà garantito il 50% pari a 90 milioni (appunto i 30 milioni iniziali moltiplicati per 3).
Ad oggi si prevede di raggiungere circa 30mila famiglie in difficoltà. Per accedere al “Prestito della Speranza” è previsto un iter che parte da una segnalazione che viene fatta dalla parrocchia o dal centro di ascolto della Caritas. L’Ufficio diocesano della Caritas valuta i pre-requisiti dei possibili destinatari che sono famiglie numerose (3 o più figli in età scolare, compresa l’università) o gravate da malattie e disabilità, che abbiano perso la fonte di reddito per la perdita temporanea o anche definitiva del lavoro.
Per sostenere e promuovere la Colletta nazionale del 31 maggio sono stati predisposti oltre 50mila manifesti da esporre in tutte le parrocchie e oltre un milione di pieghevoli esplicativi. È possibile sostenere l’iniziativa con un versamento alla Banca Prossima (Gruppo Intesa Sanpaolo) su: IT19Q033590160010006893. Il c/c Postale è 96240338. La Cei auspica che convergano nel fondo elargizioni e contributi di fondazioni, aziende e altri soggetti. È anche possibile che per conseguire l’obiettivo, diocesi e istituti religiosi riversino proprie risorse nel fondo nazionale.
La Presidenza nazionale dell’Ac fa sua l’iniziativa della Colletta nazionale promossa dai vescovi italiani e per voce del suo segretario nazionale, Gigi Borgiani, chiede a tutta l’associazione «una grande azione di sensibilizzazione per raggiungere l’obiettivo ma anche un ulteriore impegno di approfondimento e confronto perché a partire dalla solidarietà si modifichino le regole del vivere quotidiano e quelle che possono garantire l’accesso a un lavoro dignitoso a chi non lo ha più o non lo ha ancora, condizione che permetta di condividere le gioie e le speranze di tutti».
