Il pres. Miano su immigrazione e società multietnica

Il Presidente nazionale dell’Azione Cattolica

Franco Miano:

«Il nostro impegno è a costruire una cultura dell’accoglienza,

per costruire un’identità comune a partire dal rispetto delle identità di ciascuno»

Si è chiuso ieri il Convegno delle presidenze diocesane di Azione Cattolica, con a tema Chi ama educa. L’impegno dell’AC per una rinnovata cura educativa, una tre giorni che ha riunito a Roma circa 800 responsabili diocesani dell’associazione provenienti da tutto il Paese per confrontarsi e individuare strategie e iniziative con lo scopo di rispondere alla sfida dell’«emergenza educativa», che Benedetto XVI e i vescovi italiani hanno più volte sottolineato.

Nel suo intervento conclusivo il presidente nazionale dell’AC, Franco Miano, ha richiamato «la grande tradizione formativa dell’associazione che attraverso l’esempio delle sue molte figure di santità si fa parte integrante del presente e quotidiano agire dell’Azione Cattolica di oggi». Per il presidente dell’AC, «il cuore del nostro impegno a servizio della Chiesa e del Paese è la trasmissione della fede», e ciò ha un immediato orizzonte, «la costruzione di un mondo più umano, che ponga a monte delle scelte politiche e amministrative la centralità della persona».

Per Franco Miano, «le sfide dell’oggi richiamano tutti a un di più di impegno e responsabilità», in un tempo di crisi e di trasformazione delle società, «oltre alle necessarie risposte ai bisogni dell’immediato», c’è una dimensione di più lungo respiro che chiama «i laici cattolici al dovere di una testimonianza incarnata, che nell’esperienza tipica dell’Azione Cattolica si fa impegno educativo a comprendere la vita come dono, attraverso la riscoperta della dimensione vocazionale di ciascuno, alla costruzione del bene comune, alla diffusione del senso dell’universalità dell’umano».

Alla luce di queste considerazioni, intervenendo sull’attualità del dibattito politico, il presidente Franco Miano ha espresso il suo disappunto per «l’uso strumentale che la politica fa troppo spesso di grandi questioni com’è l’immigrazione». Per il presidente nazionale dell’Azione Cattolica, «il nostro impegno è a costruire una cultura dell’accoglienza, che è un valore cristiano e dunque non è né di destra, né di sinistra, e la società multietnica che alcuni rifiutano è già un dato di fatto per il nostro Paese». Per concludere: «La sfida per la politica è se mai come far crescere legalità e sicurezza senza intaccare il rispetto della persona migrante e senza chiudere pregiudizialmente la porta; la sfida per tutti noi è costruire un’identità comune a partire dal rispetto delle identità di ciascuno, senza appiattimenti ma rapportando ciascuna cultura alle altre nel rispetto di tutti che è anche valorizzazione del percorso storico, sociale e culturale del Paese che accoglie».

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