Il card. BAGNASCO al Convegno delle presidenze diocesane

Convegno delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica

Chi ama educa

L’impegno dell’AC per una rinnovata cura educativa

(8/10 maggio 2009 – Roma, Domus Pacis, via di Torre Rossa, 94)

Il card. Angelo Bagnasco:

«Intensificare la formazione globale, non perdendo di vista l’educazione alle domande, la centralità di Cristo e la struttura umana»

«Alla madre della Chiesa, affidiamo l’Azione Cattolica che noi Vescovi stimiamo e amiamo».

Con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, si è aperta la seconda giornata del Convegno delle presidenze diocesane di AC, a cui partecipano circa 800 responsabili associativi provenienti da quasi 200 diocesi italiane.

Il Presidente dei vescovi italiani nell’omelia ha richiamato la necessità di «intensificare la formazione globale», senza però perdere di vista «tre sostanziali livelli». Innanzitutto, «l’educazione alle domande, quelle più profonde e vere che spesso rimangono coperte, quasi soffocate dal mondo vorace delle emozioni e del consumo mai soddisfatto di bisogni fittizi». E poi: «Il livello della struttura umana con la ricchezza della ragione, del cuore, del difficile uso della libertà» e «il livello della fede che ha in Gesù il suo centro e fondamento». Ciò come «reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di decostruzione che portano su vie tristi e oscure, che molto promettono e tutto tolgono della gioia e della dignità».

Per il card. Bagnasco, certo «assistiamo oggi a un certo risveglio della dimensione spirituale e religiosa nel mondo. Se ci pensiamo, esso segnala una specie di ribellione della natura umana che rifiuta di essere ridotta a un grumo di materia organica meglio sviluppata».

Ma c’è il pericolo delle ambiguità: «La più grande è che questo risveglio si fermi al generico spirito religioso, ad un vago sentimento, ad un anelito cosmico indifferenziato senza volto e parole».

Ancora una volta, per il Presidente della Cei, ci soccorre «il Concilio Vaticano II», quando «con grande forza espressiva afferma che “solamente nel Verbo incarnato trova luce vera il mistero dell’uomo”». Come gli Apostoli, prosegue il card. Bagnasco, «siamo chiamati ad essere seri e impegnati, ma umili e docili allo Spirito e alla Chiesa, Maestra e Madre, per non ripetere, noi stessi e i nostri gruppi, l’esperienza dell’Apostolo Filippo(“Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto”)».

Per aggiungere: «Non è forse guardando a Gesù che non solo scopriamo il cuore di Dio, ma riscopriamo anche l’alfabeto dell’umano?». E concludere, infine: «In questo prospettiva mi rallegro del vostro convinto sostegno all’iniziativa “Liberi per vivere”», altra occasione affinché «l’incontro personale e comunitario con Gesù sia il nostro respiro, sia l’anima della nostra testimonianza, sia il criterio ispiratore del nostro impegno per costruire la società e la storia».

La giornata di Convegno prosegue con la relazione del presidente nazionale dell’Azione Cattolica, Franco Miano (L’impegno dell’AC per una rinnovata cura educativa), e gli interventi del vescovo di Pavia, Giovanni Giudici, e di Giuseppe Savagnone, direttore del centro diocesano per la pastorale della Cultura di Palermo: Nel pomeriggio si affronteranno l’impegno per il bene comune e per i valori fondanti della vita umana, l’urgenza dell’integrazione, l’evangelizzazione degli ambienti ordinari.

Particolarmente toccante, la serata di ieri, dedicata al ricordo del giornalista Paolo Giuntella, attraverso un suo scritto molto noto, Il gomitolo dell’alleluja, ripresentato dall’Editrice AVE. In musica e Parola, come amava Paolo, abbiamo ascoltato Laura Rozza Giuntella, curatrice del volume, David Sassoli, autore della prefazione, il ricordo e il grazie a Paolo del presidente Miano, e i canti di gioia e speranza eseguiti da una band a noi cara, come i cognomi di alcuni dei suoi componenti: Giuntella, Bachelet…

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