Archive for the ‘dalle diocesi’ Category

Dic 01
intervista apparsa su

Cosa ne facciamo della scuola italiana?

La scuola resta una delle priorità irrinunciabili per la vita e per il futuro del nostro Paese, ma troppo spesso il dibattito politico dimentica il vero cuore del problema, cioè la questione educativa e riduce ogni tentativo di riforma del sistema dell’istruzione a una mera questione economica e ai tagli di spesa. Alcune riflessioni sulla direzione da prendere.

ALLE PAGINE 6-7

Aria di novità per la scuola superiore italiana. Dopo gli interventi sulla scuola primaria e secondaria di primo grado, con l’arrivo dell’autunno sono alle porte anche interventi sull’assetto della scuola superiore di secondo grado. Per chiarire i termini esatti delle proposte, ci siamo rivolti a Saretta Marotta, segretaria nazionale del Movimento studenti di Azione Cattolica.

Che clima si respira nelle scuole superiori alla ripresa dell’anno scolastico?

Ristrutturazione. Come quando sei a casa tua, ma in un alloggio in affitto, e il padrone di casa decide di dare una “rinfrescata”. A te tocca subire cocci, polvere e lo stato perenne di lavori in corso, mentre cerchi di condurre l’ordinarietà della tua vita quotidiana. Già, perché ci troviamo nel bel mezzo di questi lavori. Da una parte gli ormai lontani annunci di riforma dell’estate 2008. Dall’altra, è ancora lontano l’assetto definitivo che la nostra scuola italiana dovrebbe assumere entro il triennio di “razionalizzazione finanziaria”, che termina con il 2012.

In concreto, cosa è cambiato?

C’è la nuova valutazione, con la risoluzione delle questioni sull’ammissione agli esami di Stato (in caso di insufficienze, i docenti voteranno a maggioranza). E c’è anche l’aumento di alunni per classe, nonché il taglio dei docenti, obbligati tra l’altro a cattedre “complete” di 18 ore, inducendo così gli istituti a complicazioni dell’orario. Molti decreti non sono invece ancora operativi. Molti studenti, tra l’altro, sanno già che l’istituto che stanno frequentando cambierà faccia e persino nome l’anno prossimo. Ci saranno infatti sei licei (artistico, classico, scientifico, musicale e coreutico, delle scienze umane, linguistico), due indirizzi di istituti tecnici (economico e tecnologico) e due per gli istituti professionali (area dei servizi e indirizzo industriale). E gli studenti che faranno? Si adegueranno o continueranno col vecchio curricolo e i vecchi piani orari? Il ministero si è affrettato ad assicurare che “in qualche modo si farà”.

Insomma, ci aspettano nuovi correttivi…

Qualcosa di simile è successo a proposito del “maestro unico”: davanti alle proteste e alle diffidenze generalizzate, si è deciso di lasciare ai genitori la scelta tra tre diversi “carnet” di orario per i propri figli, con diverse combinazioni tra “maestri prevalenti” e altri docenti. Tutte queste eccezioni, però, vanno nella direzione opposta a quella della tanto invocata razionalizzazione, che sembra essere la finalità complessiva della riforma. La scuola italiana ha certamente bisogno di usare meglio le risorse, ma non si è però riflettuto abbastanza sulle conseguenze pedagogiche di tanti provvedimenti. Sono state approntate commissioni ministeriali di esperti, ma esse sono state costrette a lavorare tra fretta e incertezza.

Quali sono le conseguenze per chi vive nella scuola ogni giorno?

C’è da chiedersi innanzitutto se questa riforma “durerà” o se sarà presto demolita dalla prossima maggioranza di governo. Questo genera incertezza, soprattutto negli insegnanti (molti dei quali sono andati in prepensionamento). Non è possibile sentir propria una scuola così, sentirla come casa. A lungo andare cresce la disaffezione. Lo vediamo soprattutto per il mestiere di insegnante, talmente svalutato da essere considerato di “ripiego”. È ormai raro trovare dei veri “appassionati”: molti, tra sbarramento di graduatorie e complicate procedure di arruolamento, rinunciano per necessità. Fenomeni come il bullismo o lo scarso rendimento scolastico, poi, dicono la disillusione dei giovani, che non vedono più nella scuola un punto di riferimento formativo, ma solo una macchina che produce voti e promozioni, in cui devi correre verso la conquista del diploma come fosse una patente.

Quale riforma serve davvero alla scuola italiana?

Deve essere una riforma “organica”, ben pensata trasversalmente da maggioranza e opposizione (proprio per durare). Può guardare alle necessità di razionalizzazione, ma deve mettere al centro l’educazione dei suoi studenti, non quantificabile col parametro del “successo formativo” o del voto in decimali. Finché la scuola italiana non intraprenderà un ripensamento globale della sua missione formativa, procederemo sempre a tentoni. A questo proposito i nostri vescovi hanno proprio colto nel segno indicendo un decennio avente per tema l’educazione: un vero segnale, per tutti.

L’Azione Cattolica cos’ha da dire al riguardo?

All’interno dell’associazione, il Movimento studenti di Ac è stato interpellato da parte di Parlamento e ministero a pronunciarsi sulle riforme in atto. E lo fa molto criticamente, in senso costruttivo. Ma la nostra prospettiva non può bastare. A scuola non ci sono solo gli studenti: vi gravitano docenti, ma soprattutto (e tante volte li sottovalutiamo) i genitori e le famiglie. La nostra associazione ci regala l’occasione di mettere insieme queste forze. In questo senso, dividersi fa male. Non può esserci una “manifestazione degli studenti” o uno “sciopero dei docenti” senza che le altre parti in siano partecipi.

Manifestare insieme, e poi?

Le manifestazioni sono il luogo dell’urlo, non del dialogo. Hanno un valore simbolico, ma la prassi costruttiva comincia su altri tavoli, su altri terreni di confronto. Bisogna alzare la voce per farsi sentire, ma poi avere propositività da raccontare. Nel concreto delle nostre scuole, significa che studenti, docenti e genitori devono mettersi insieme, acquistare insieme consapevolezza dei cambiamenti in atto e collaborare perché le cose siano meno difficili e venga garantita la qualità dell’offerta formativa. È questo il senso vero della “comunità educante” che troviamo a scuola. Da questa storia nessuno si senta escluso.

a cura di Giacomo Cossa

Ott 27

Ascoltate l’intervista rilasciata alla radio CEI “Inblu”

hanno parlato per il MSAC la segretaria nazionale Saretta Marotta

e il segretario diocesano msac di Andria Vincenzo La Rosa

intervista a cura di Ada Serra

Ott 21

allora, msacchini d’Italia?

sappiamo che tanti di voi, diocesi alle prime armi o belle sperimentate, stanno celebrando in tutta Italia i propri OFm, nelle forme più diverse e disparate.

Attendiamo bramosi i vostri racconti, che pubblicheremo su questo blog nella rubrica “dalle diocesi”! che aspettate a mandarci i vostri resoconti? e non dimenticate il concorso “creattivo” in vista della sfs 2010!!!!

mandateci le vostre foto e i vostri sogni!!! yeah!!!!!!!!!!!

su Facebook intanto vediamo pullulare le vostre iniziative diocesane, con tanto di supermanifesti!!! come quello di AVERSA, che vedete qui sopra, diocesi neomsacchina dove il Settore Giovani diocesano si sta dando tanto da fare per invitare alla proposta studentesca i propri giovanissimi. e poi c’è Alghero (che vedete qui a sinistra) dove abbiamo mandato il nostro inviato speciale Stefano di Trieste [qualsiasi diocesi può avere un membro d'equipe nazionale ospite. basta chiedere!!!] e dove dopo tanto attendere finalmente il MSAC diocesano è partito con un proprio congresso. E poi c’è AVELLINO,  LODI, POMPEI… E c’ è anche chi addirittura finisce sulla tv locale, con un bel servizio dedicato, come gli amici del MSAC di Andria nel video qui sotto vi riportiamo

E allora, che aspettate a darci notizie?? mettiamo in circolo la voglia di movimento!!! yeah!!!

Mag 20

Alghero-Bosa riparte dalla Mo.Ca!!!

All’inizio di ogni nuovo anno abbiamo a che fare con nuove ondate di riforme scolastiche a cui automaticamente segue il dissenso di noi studenti, manifestato attraverso scioperi, cortei e occupazioni. Ma qualcuno ha mai fatto proposte concrete?

Da questa domanda nasce il “movimento in cantiere”, attraverso cui il MSAC si apre al confronto chiamando in causa il ministero e gli studenti. Ed anche noi msacchini della diocesi Alghero-Bosa siamo stati chiamati a dire la nostra! Dopo un estenuante e lungo viaggio, tra aeroporto e caselli autostradali siamo giunti a destinazione: CASTELLAMMARE DI STABIA! Yeah =D !!!

In questi tre giorni il MSAC è passato “dalla protesta alla proposta” con l’aiuto di illustri ospiti: Max Bruschi, consigliere politico del ministro dell’istruzione, Rosario Carello, conduttore di “ A Sua immagine”, Patrizia Boretti e Giuseppe Mingione, entrambi tecnici ministeriali, l’onorevole Letizia De Torre, membro della commissione Cultura della Camera dei Deputati, ed infine Franco Miano, il nostro presidente nazionale dell’AC.

Con Rosario Carello, abbiamo esaminato le varie mobilitazioni studentesche, il loro stile e i risultati mai ottenuti. E’ dunque emerso che né la massa né il singolo possono rivoluzionare il sistema, soprattutto se la strategia usata è quella dell’urlo fine a se stesso, che preclude l’ascolto e il dialogo.

La scelta dello strumento svuotato dall’usura, cioè metodi di proteste usati e riusati, non porta a nessun risultato; l’alternativa è ripartire da un gruppo ristretto, ben guidato, che inizi a seminare idee e fare opinione; noi msacchini dunque, siamo l’ANTIDOTO alle vecchie proteste! Il MSAC infatti crea reti di pensiero, costruendo ponti invece che muri.

Partendo da questa introduzione, abbiamo affrontato i laboratori tematici; abbiamo esaminato le tematiche di ogni laboratorio (organi collegiali, diritto allo studio, didattica), supportati da esperti e da tecnici ministeriali e confrontandoci con i ragazzi delle altre regioni, abbiamo elaborato delle proposte concretizzabili da sottoporre all’attenzione del ministero.

Sono stati senza dubbio tre giorni intensissimi, caratterizzati dalla riflessione, dallo studio e dall’analisi riguardo la nostra cara scuola; ma purtroppo temiamo che dopo un’esperienza così intensa, non avendo avuto il tempo di assimilare per bene quanto appreso, questa grande quantità di informazioni e nozioni ci scivoli addosso, perdendo di valore.

Tuttavia non ci scoraggiamo assolutamente! La MoCa non è stata un’esperienza costruttiva solo per noi membri d’equipe, ma diventa uno strumento da cui riPARTIRE, per appunto costruire, innovare e solidificare la nostra realtà di MSAC diocesano!

Inoltre, è una gioia per noi accorgerci effettivamente che non siamo soli; l’incontro con altri msacchini proprio come noi, che vivono situazioni e problemi simili ai nostri nelle loro realtà cittadine, ci ricorda che il movimento ci unisce e sostiene tutti, ci riunisce in una comunità cattolica e scolastica senza frontiere, facendo nascere in noi un forte senso di appartenenza ed esultanza…

Infine, come non parlare anche della nostra stupenda equipe nazionale! :D E’ forse anche un po’ strano, per quanto straordinario e speciale, credere che ragazzi poco più grandi di noi siano in grado di organizzare tutte le attività ed iniziative che il MSAC propone, di sostenerci in maniera concreta e di volerci così bene!

Questo ci fa riflettere, ma soprattutto credere in noi stessi e nelle potenzialità che abbiamo da offrire al nostro MSAC! Anche noi siamo perciò in grado di grandi cose; attraverso piccoli passi ma puntando a grandi obiettivi la nostra esperienza di MSAC può perciò prendere il volo; nello zaino abbiamo semplicemente bisogno di una penna, della Bibbia, del giornale, di tanto impegno e sacrificio e di tanta, infinita passione! WE CARE!

W IL MOVIMENTOOO! =D

di Laura, Stefania, Rossella e Giovanni(Alghero-Bosa)

Membri dell’equipe diocesana MSAC

Mag 05

“La vita è azione, è movimento, ed anche la mia vita deve essere azione, movimento continuo, senza pause. Movimento ed azione tendenti all’unico fine dell’uomo: salvarsi e salvare. […] Ho bisogno di orizzonti sconfinati, di cieli luminosi e stellati, di mari e di oceani immensi”. Sento che siamo fatti per il cielo. Voglio impegnarmi, voglio purificarmi, santificarmi per poter dire al più presto: Signore sono pronto, fai di me ciò che vuoi”.

Il MSAC, Movimento Studenti di Azione Cattolica, ha aperto la seconda edizione della Mo.Ca, Movimento in Cantiere, con l’invito di Alberto Marvelli a ricercare il cielo non con il naso all’insù, ma nella vita frenetica di tutti i giorni.
Si potrebbe pensare infatti che nella frenesia il Signore sfugga, ma se in quello che facciamo mettiamo sempre passione e amore, allora la frenesia di quella vita sarà in realtà il vortice dell’amore di Cristo che travolge noi e chi ci sta intorno: quello stesso vortice che ha avvolto noi studenti del Movimento nei tre giorni di “cantiere” presso il Campus Ras, a Castellammare di Stabia tra il 24 e il 26 aprile, in cui ci siamo spesi per fare di questo mondo il nostro mondo. Ciascuno di noi infatti ha dato alla scuola una parte di sé collaborando insieme a tre tecnici ministeriali, Max Bruschi, Patrizia Boretti e Giuseppe Mingione, per fare delle esigenze degli studenti delle concrete richieste di riforma in merito ad Organi Collegiali, Diritto allo Studio e Didattica, da presentare al Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, nel corso del Forum delle Associazioni Studentesche.
E mentre gli ospiti si alternavano sul grande divano rosso, nell’aria si respirava la voglia di fare, di conoscere, di mettersi in gioco, di impegnarsi, di imparare quanto più possibile affinché, tornati nelle nostre scuole, con il cuore infiammato di coraggio, le sette sporte di pezzi avanzati, come ha raccomandato l’assistente nazionale don Nicolò, potessero essere ciò che ci portiamo a casa e potessimo così diventare noi stessi quei sette pani e quei pochi pesciolini da donare alla folla.

Valeria e Giovanni (MSAC Lucera-Troia)

Mag 01

Domenica mattina, nell’ambito del programma A sua immagine di RAIUNO, condotto da Rosario Carello, andrà in onda la testimonianza registrata a Pisa nel corso di una riunione di redazione de “Lo spillo”, lo storico giornalino del MSAC pisano. In studio saranno presenti poi Daniela Cocco, segretaria nazionale dei Giovani, e Chiara Finocchietti, vicepresidente. La puntata va in onda alle 10.

Seguite il MSAC in tivù!!!!

yeah!!

Apr 27

Scommetto che vi stavate chiedendo da settimane chi fosse l’autore di quel logo così bello! ed ecco il momento di svelare l’arcano e rivelarvi l’autore, del tutto fai-da-te, del logo della nostra moca 2009. Si tratta di Nicola Manuto, msacchino dell’equipe diocesana di ANDRIA. Ringraziando il nostro grafico msacchino, gli facciamo tanti in bocca al lupo.. anzi, in bocca all’asinello!!!

Apr 26

Radio INBLU è il canale radiofonico della CEI (coordinato a SAT2000, il canale televisivo, e AVVENIRE, il quotidiano cartaceo). Ada Serra, conduttrice del programma “Controcorrente” del sabato pomeriggio, questa settimana ha intervistato due segretarie msacchine: Saretta, ma soprattutto Lucia di Forlì. Ascoltatele a questo link parlare dei giorni di preparazione alla Mo.Ca!!!

http://213.203.151.62/controcorrente/contro_090418.mp3

Mar 21

Il 7 e 8 marzo si è svolta alla Casa del Clero di Nola “Facoltà di scelta”, un weekend di orientamento universitario organizzato dall’equipe diocesana del MSAC in collaborazione con la FUCI di Nola.

Forti dell’esperienza di “Saranno Matricole” del maggio 2008, abbiamo pensato di proporre una due-giorni con la volontà di concedere agli studenti un tempo più adatto per poter affrontare una “prima” riflessione su una scelta (quella universitaria) che reputiamo molto importante. Quasi a dare continuità al percorso iniziato idealmente lo scorso anno, abbiamo pensato di non soffermarci sull’analisi delle facoltà universitarie presenti sul nostro territorio. Il cuore del nostro weekend è stato il tema della scelta nella speranza di poter aiutare gli studenti ad assaporare il gusto del discernimento e di poter dare la possibilità di esprimere (e possibilmente affrontare) i loro dubbi e le loro difficoltà. La scelta universitaria è sempre stata una scelta molto difficile: ”Quale facoltà è più giusta per me?” “Cosa mi piace davvero?” “E se poi ho scelto male?” “E se non lavorerò mai?” … Per trovare una risposta, seppure parziale, tutte queste domande hanno bisogno di una riflessione articolata, riflessione che ci siamo proposti di avviare in questi due giorni

Il weekend è cominciato sabato pomeriggio con un laboratorio (introdotto dalla canzone “Costruire” di Niccolò Fabi) che riguardava la proiezione che ognuno ha di se nel futuro, per poi passare ad una prospettiva leggermente diversa: ”Cosa dicono e pensano gli altri di me?” “Gli altri come mi vedono?” “Quali attese hanno su di me i miei genitori, gli amici, i prof, il don …?”. Questo laboratorio è stato seguito da un momento di preghiera guidato dal nostro assistente, che ha invitato i ragazzi a non farsi “illudere” e a non farsi “confondere” ma a pensare seriamente a cosa si vuole da sé stessi, incoraggiandoli a capire o a scoprire l’importanza di quel famoso discernimento.

La domenica la riflessione è stata un po’ più mirata. Al mattino, dopo le lodi e la colazione, si è svolta una “galleria”. Un insieme di suoni, immagini e parole che rimandavano a qualcosa di più profondo: lo stile della scelta. Scegliere è difficile, specialmente quando si ha la sensazione che quella scelta possa davvero cambiare tutta la propria vita, in qualche modo si prova una vertigine, la vertigine del non sapere se quella che stai per prendere è davvero la scelta giusta!

La galleria iniziava con una canzone, “Il canto dei mestieri” di Ivano Fossati, che richiamava l’importanza di una scelta utile, utile sia a me (perché mi da pienezza) sia agli altri (perché come diceva un “montanaro”: <<il Sapere serve solo per darlo>>). La galleria proseguiva con la lettura di un brano tratto dal “Senso religioso e fatto cristiano nella pedagogia di Don Giussani” di Don Primo Soldi che, invece, metteva in luce una scelta consigliata rivelandone la parzialità, poiché (pur riconoscendo l’utilità dei consigli) il rischio è quello di “delegare” e di scegliere di “non scegliere”. Poi, è stato il turno dello spezzone del film “Billy Elliot”, che metteva in risalto la bellezza di una scelta appassionata che non risponde ai bisogni di utilità sociale ma risponde, piuttosto, alle proprie inclinazioni, alle proprie passioni. La galleria terminava con l’immagine di un dado che poneva in risalto l’importanza e la necessità di una scelta responsabile. Una scelta che sia meditata e non lasciata nelle mani del caso (ecco il perché del dado), responsabile perché si sceglie di seguire le orme, spesso un po’ sbiadite e quindi difficili da osservare, della responsabilità.: responsabilità dello studio e della ricerca della verità come stile dello studio.

Terminata la galleria, i ragazzi sono stati invitati ad un “aperitivo” molto speciale. Erano, infatti, presenti due ospiti d’eccezione: un professore universitario e una studentessa fucina. Entrambi hanno sottolineato l’importanza della scelta responsabile. Il dibattito poi ha interessato anche altre questioni. I ragazzi, in particolare, erano curiosi di sapere la differenza tra lo studio universitario e quello liceale. Il week end si è, poi, concluso con un’intesa e partecipata celebrazione eucaristica.

In quei giorni si è creata un’atmosfera molto serena, che invitava davvero alla riflessione. Era appunto questo il nostro obiettivo dichiarato: cercare di creare un’atmosfera tale da rendere sereni i ragazzi nella riflessione, fare in modo che si sentissero a loro agio e, mettendo da parte i soliti pensieri, si concedessero un po’ di tempo per pensare a loro stessi. Nessuna presunzione che questo week-end potesse bastare a portare a termine il percorso tortuoso della scelta universitaria, ma speriamo possa essere stato un buon punto di partenza o una buona tappa per riprendere più spediti verso la meta!

Il MSAC di Nola

Guarda la photogallery: http://picasaweb.google.it/aci.nola/FacoltaDiScelta09#

Scarica i materiali: http://www.azionecattolicanola.it/materiali/msac/

Mar 03

pubblichiamo qui l’articolo inoltratoci dal circolo diocesano MSAC di Reggio Calabria, che nel mese di dicembre ha organizzato col Consiglio diocesano di AC e col settore giovani una festa MSAC per tutti i giovanissimi studenti della diocesi…. dal titolo, appunto, “Mi piaci se ti muovi!”. come ci racconta Amos, del sg diocesano “La parte più bella - devo dire - è stata la partecipazione dei msacchini nella preparazione delle festa e il loro darsi da fare perché tutto andasse per il meglio; si sono presi a cuore tutti gli aspetti della festa con grande entusiasmo e cura”. Allora in bocca al lupo al MSAC di Reggio C. In MSAC we trust! Oh- yeah!

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Festa MSAC 2008 di Reggio Calabria: MI PIACI SE TI MUOVI!

Il 13 dicembre scorso più di 200 ragazzi, provenienti da ogni parte della città e da ogni scuola, si sono ritrovati nell’aula magna del liceo artistico “Mattia Preti” per l’annuale incontro organizzato dall’equipe del Movimento Studenti, la festa MSAC 2008!
Questa volta il tema dell’incontro è stato piuttosto particolare e divertente, basato sul famosissimo film Madagascar: Mi Piaci Se Ti Muovi!!! Tutti vi starete sicuramente chiedendo che relazione c’è tra un cartone animato e noi studenti; ebbene, è inutile negare come noi giovanissimi, al sicuro nel nostro gruppo e nella nostra parrocchia, siamo spesso frenati, durante la nostra vita scolastica, nell’esprimere il nostro punto di vista, le nostre idee, i nostri sentimenti dalle paure più varie rimanendo, quindi, nascosti e inermi davanti alla realtà quotidiana di cui dovremmo, invece, essere i protagonisti. E così, i ragazzi del MSAC hanno ben pensato di organizzare un momento per “svegliarci” e dare vita alle nostre sensazioni e alle nostre idee, sotterrate dalla montagna di pregiudizi e paure di cui ognuno di noi è vittima.
Quindi, verso le quattro del pomeriggio, dopo un breve momento di festa tutti insieme, la festa MSAC ’08 inizia ufficialmente con una bellissima e sentita preghiera comunitaria, per poi dare spazio al discorso di benvenuto del Presidente dell’Azione Cattolica, Ettore Triolo, e dell’Assistente del Settore Giovani e del Movimento Studenti, don Gaetano Galatti. Segue un divertentissimo video di presentazione
del Movimento, per poi entrare nel vivo della festa con un videoclip che ne presenta il tema, prendendo in prestito alcune immagini dal film Madagascar, nel momento in cui gli animali protagonisti sentono il bisogno di evadere dallo zoo dove si sentono prigionieri ma hanno paura di ciò che c’è oltre il cancello. Dopo aver individuato e analizzato le paure che incontriamo nell’ambiente scolastico grazie al contributo della nostra carissima amica, la prof.ssa Giovanna Canale, via ai gruppi di studio per “processarle” una volta per tutte, dividendoci all’interno di ognuno in tre sottogruppi, proprio come in un vero tribunale (accusa, difesa e corte). Infine, ci riuniamo nuovamente per preghiera finale, ringraziamenti e distribuzione dei gadget, un piccolo segno della festa. Anche questa volta i ragazzi del MSAC hanno svolto un lavoro impeccabile e adesso, analizzate e sconfitte le nostre paure, non rimane che metterci in………MOVIMENTO!!!