Archive for the ‘Che ne pensate di...’ Category

Mar 04

La Corte di Strasburgo ha accolto la richiesta del governo italiano di riesaminare la sentenza europea (attenzione: solo il riesame della sentenza, ciò non vuol dire che sia stata annullata la sentenza) che considera l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche come “una violazione dei diritti fondamentali dei cittadini all’istruzione e alla libertà di pensiero, coscienza e religione”.

La Corte europea dei diritti dell’uomo, infatti, ha deciso di rinviare il procedimento, con il quale aveva dichiarata quanto riportato più su, all’esame della Grande Camera (che rappresenta il massimo organismo giudicante della Corte e che è composto da 17 giudici) la quale in pochi mesi dovrà emettere la sentenza definitiva.

L’accettazione dell’ammissibilità del ricorso, per ora, non cambia nulla. La notizia dell’ammissibilità del ricorso è stata accolta con molto favore sia dal governo (ministri Gelmini e Frattini in primis), dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e, anche, da molti esponenti di opposizione fra i quali la responsabile scuola del PD, Maria Pia Garavaglia.

Nov 03

La Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo (Coe) ha emesso oggi la sentenza sulla legittimità della presenza del crocefisso nelle aule scolastiche dopo il ricorso di una signora italiana. La Corte ha sentenziato che «la presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, prosegue la sentenza, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte afferma che «non è in grado di comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».

Il commento più significativo alla sentenza della Corte di Strasburgo è stato quello Conferenza Episcopale Italiana, che dal suo sito esprime “amarezza e non poche perplessità, fatto salvo il necessario approfondimento delle motivazioni, in base a una prima lettura, sembra possibile rilevare il sopravvento di una visione parziale e ideologica. Risulta ignorato o trascurato il molteplice significato del crocifisso, che non è solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che, in realtà, nell’esperienza italiana l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come ‘parte del patrimonio storico del popolo italiano’, ribadito dal Concordato del 1984“. La Cei sempre sul suo sito nota che “in tal modo, si rischia di separare artificiosamente l’identità nazionale dalle sue matrici spirituali e culturali“, e cita in modo eloquente le parole del papa, Benedetto XVI, il quale, un po’ di tempo fa, aveva affermato che “non è certo espressione di laicità, ma sua degenerazione in laicismo, l’ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione; alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche“.

Il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ha annunciato, mediante una nota ufficiale, che «il governo ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo».

Si registrano però anche commenti molto positivi, come quello dell’Unione degli studenti, associazione studentesca appartenente al Forum  delle Associazioni maggiormente rappresentative presso il Ministero, che afferma: “da sempre chiediamo una scuola plurale, democratica, laica e interculturale, che non ostacoli la libertà di scelta religiosa e la sensibilità degli studenti- spiegano gli studenti dall’Uds- sono questi i principi che devono caratterizzare le nostre scuole e riteniamo che anche il Governo e le forze politiche debbano agire in questa direzione perché si parta proprio dai luoghi della cultura e dell’educazione per raggiungere un costruttivo dialogo tra le varie culture e le varie fedi, in primo luogo tra i cittadini europei“.

E voi che ne pensate??

Nov 01

In alcune città (soprattutto le più grandi) avviene già da un po’ di tempo ma ogni volta che viene proposta questa iniziativa le proteste (degli studenti, principalmente) non mancano; stiamo parlando della proposta di alcune amministrazioni provinciali di far presidiare gli ingressi delle scuole superiori da pattuglie di poliziotti. L’ultima provincia che ha deciso di intraprendere questa iniziativa è stata la Provincia di Venezia che ha deciso di sposare la proposta della “neo” Presidente, Francesca Zacariotto (Lega Nord).

Da lunedì, davanti a 5 cittadelle scolastiche inizierà la sperimentazione di presidio degli ingressi delle scuole da parte di dieci pattuglie della Polizia Provinciale.

«Le macchine transiteranno a passo d’uomo davanti agli istituti per far capi re ai ragazzi che l’istituzione c’è ed è presente», ha spiegato l’as­sessore alla Polizia della Provincia di Venezia. Spaccio, bullismo e comportamento stradale irresponsabile dei ragazzi (in particolare con i motorini), nei primi giorni di sperimentazione il personale della polizia provinciale dovrà infatti osservare tutto questo per completare poi una mappatura delle zone controllate identificando le aree di maggiore rischio e i punti di maggiore afflusso de gli studenti.

Quindi lo scopo dell’iniziativa vorrebbe essere quello di contrastare i fenomeni di spaccio, bullismo e guida irresponsabile sulle strade ma, sinceramente, non sappiamo se realmente questa iniziativa (e tutte le altre portate avanti dalle diverse amministrazioni provinciali su tutto il territorio nazionale) porteranno il loro frutto: staremo a vedere ovviamente sperando in un esito positivo di tutte queste inziative!

Nel frattempo vi chiediamo di raccontarci esperienze simili: anche davanti alle vostre scuole c’è il presidio della polizia? a che scopo? siete d’accordo con queste iniziative? Si, no, perché? Attendiamo riscontri come sempre!

Ott 21

carissimi,

come avrete letto in questi giorni sui giornali o avrete sentito in tv, ha fatto discutere (e non poco…) la proposta/decisione di introdurre l’insegnamento dell’ora di religione islamica per i ragazzi musulmani nelle scuole italiane…

In contemporanea, nel comune di Roma l’Assessore all’Istrzuzione, Laura Marsilio (PdL), ha deciso di introdurre un’ora aggiuntiva, nelle scuole romane, sulle altre religioni. Su quest’ultima iniziativa il Msac ha rilasciato una dichiarazione all’Ansa e riportata ieri, 20 ottobre, su “La Stampa”, che trovate al post precedente

Vi riportiamo qui di seguito un’interessante analisi di Alberto Melloni, professore ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Modena-Reggio Emilia, e segretario della Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna (quella fondata da Alberigo e Dossetti) pubblicata sul Corriere della Sera di ieri, in modo da incentivare il dibattito su tale argomento! Attendiamo trepidanti i vostri pareri a riguardo!

Le lezioni di religione? con il modello attuale non si impara nulla

Nella discussione di questi giorni sulla proposta di fornire a scuola agli scolari musulmani una ora di «religione islamica», parallela a quella di «religione cattolica» abbiamo visto all’ opera una serie di caricature: dell’ una dell’ altra, dei beneficiari attuali e possibili. Il perché è presto detto: perché gli strumenti con cui si legge la storia religiosa dell’ Europa e del Mediterraneo sono quanto mai rozzi e spuntati dall’ ideologismo. Il mutato paesaggio religioso dell’ Europa di oggi è solo l’ ultimo di una serie di mutamenti che hanno modificato in profondità la condizione delle comunità religiose - ebrei, ortodossi greci e slavi, cattolici, anglicani, evangelici, riformati, musulmani. La concorrenza dell’ agnosticismo e dell’ ateismo, la Shoah, l’ incorporazione di chiese per secoli in lotta nello spazio comune dell’ Unione, non sono stati fenomeni di scarsa portata. L’ immigrazione che ha trasformato le religioni praticate dai sudditi delle colonie in fedi di concittadini arriva solo ultima e non è la più drammatica. In questo paesaggio mobile la trasmissione delle conoscenze sul fatto religioso e la trasmissione della fede è passata per tante vie: il sapere universitario, la ricerca, l’ editoria, la catechesi, la scuola. In Italia l’ ora di religione s’ è collocata a mezza via: passata da strumento di discriminazione a insegnamento opzionale, quell’ ora non ha portato bene alla fede cristiana e alla cultura religiosa. In anni di insegnamento i ragazzi italiani non imparano nulla da insegnanti di toccante bontà e scarsa cultura teologica. Dopo tanto sforzo l’ ignoranza della Bibbia, della storia cristiana, delle dottrine, della spiritualità è in Italia così abissale da debordare nei quiz, dove le domande in questa materia si rivelano impervie per tutti. Non so se l’ episcopato ripenserà mai questo insegnamento che ha fabbricato, a conti fatti, più agnostici dell’ ora di ateismo della scuola brezneviana: esso ha un valore di prova delle tutele concordatarie, come dimostra l’ allarme che si sparge ad ogni stormir di Tar. Ma l’ idea che per amor di parità costituzionale si debba allora insegnare l’ islam agli islamici (e dunque l’ induismo agli indù, il sikhismo ai sikh, il confucianesimo ai cinesi, e via di seguito, fede per fede, confessione per confessione) sarebbe davvero un errore. Sarebbe semmai utile fare proprio il contrario. Nessuno come i ragazzini islamici avrebbe bisogno di imparare cos’ è il cristianesimo, per smontare le caricature crociate che il discorso fondamentalista ha propagandato a piene mani. Così come ai bambini, ai ragazzi e anche a qualche adulto italiano sarebbe utile sapere qualcosa di più su cos’ è l’ ebraismo o l’ islam, al di là delle caricature sciocche o blasfeme di qualche eroe della porchetta. Ma di fatto gli unici che hanno la possibilità di praticare questa vaccinazione anticaricaturale sono proprio le famiglie musulmane, indù, sikh che possono decidere di avvalersi degli insegnanti di «religione cattolica», sperando che insegnanti buoni diano un buon esempio di alfabetizzazione dell’ alterità. Nella Chiesa non manca chi vede quanto sia pericoloso evocare la logica della tradizione e della maggioranza in queste materie. Ma da noi prevalgono le istanze simboliche: quelle agitate dal cattolicesimo europeo d’ inizio secolo contro le laicità aggressive - lo spazio pubblico della fede, il diritto della famiglia e della scuola privata - si rivelano oggi più spendibili sul mercato politico, ma più pericolose sul piano giuridico. Giacché difendere privilegi vuol dire doverli prima o poi concedere a tutti: e questo rischia di fare della società globale una federazione di atolli identitari in un oceano tempestoso di costumi violenti che bagnano inesorabilmente tutte le spiagge dell’ arcipelago. Se di questo dibattito - com’ è facile capire - resterà niente sul tavolo della politica, il problema tornerà in grembo alle fedi: solo loro possono radicare nella loro esperienza il rispetto dell’ altro, solo loro possono insegnare a desiderare di guardare alle vastità dei popoli e alla immensità delle generazioni credenti d’ altra magione con gli occhi con cui li guarda Dio. E non è un insegnamento che dura un’ ora.

Alberto Melloni su “Corriere della Sera”, 20 ottobre 2009, pagg. 10-11

Set 14

L’esate che si è appena conclusa di certo, per la scuola italiana, non è stata tra le più tranquille: tutto ha avuto inizio con le dichiarazioni del Ministro Umberto Bossi (anche l’anno scorso era stato Bossi ha dare il via al Valzer delle dichiarazioni estive sulla scuola…) e di altri esponenti della Lega Nord, i quali sostenevano che nella scuola italiana fosse necessaria l’introduzione dello studio obbligatorio del dialetto e l’introduzione, per tutti gli insegnanti, di un test sulla conoscenza del dialetto della regione (o addirittura del paese) nel quale insegnano… Ma ben presto altri autorevoli esponenti del governo hanno dichiarato che queste affermazioni erano dovute soltanto al “caldo estivo”… Sarà? mah…. Poi c’è stato il polverone sulla sentenza del Tar che prevedeva l’esclusione dei professori di religione dallo scrutinio, ma anche questo tema ha avuto vita breve… buon segno??? Forse… Poi sono state anche altre le discussioni che hanno interessato la nostra scuola, ma anche queste sono “morte”!

E ora? Ora che cosa succede?? tutti tornano in classe sotto il segno delle proteste dei precari della scuola che fanno intendere che anche quest’anno è in arrivo un autunno caldo, ovviamente per la scuola italiana…

Ecco perché, anche quest’anno, non può mancare il nostro IN BOCCA AL LUPO a tutti gli studenti e in particolare a tutti i msacchini d’Italia per un buon inizio!!!

w il Movimento!!!!!!!!!!! yeah…

p.s. CANDIDATEVI COME RAPPRESENTANTI di CLASSE o d’ISTITUTO!!! Ricordate: un msacchino non sta mai fermo a guardare ;-)

Ago 12
Crediti formativi per la religione cattolica: no del Tar Lazio
da Tecnica della Scuola.it
La questione riguarda i crediti acquisiti con la frequenza delle lezioni di religione cattolica. Il Tar ritiene che le norme introdotte dal ministro Fioroni debbano essere rimosse.
Il Tar Lazio ha accolto il ricorso delle associazioni che nel 2007 hanno presentato domanda contro il meccanismo dei crediti formativi ai frequentanti l’ora di religione. Nella sentenza, adottata il 17 luglio scorso e resa nota in questi giorni, il TAR del Lazio chiarisce che “l’attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione”.
Richiamando la sentenza della Corte Costituzionale n.203/89 il Tar evidenzia anzi che “sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico”. Sembra insomma che la frequenza delle attività didattiche di religione cattolica non possa neppure essere oggetto di valutazione.
La sentenza chiarisce poi che “lo Stato, dopo aver sancito il postulato costituzionale dell’assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto “noto”, non può conferire ad una determinata confessione una posizione “dominante” - e quindi una indiscriminata tutela ed un’evidentissima netta poziorità - violando il pluralismo ideologico e religioso che caratterizza indefettibilmente ogni ordinamento democratico moderno”.
Le Associazioni laiche e le confessioni religiose non cattoliche che avevano sottoscritto i ricorsi (tra gli altri: Cidi, Mce, Fnism, Unione Comunità ebraiche, Tavola Valdese, Chiesa evangelica, Associazione per la Scuola della Repubblica, Comitato Bolognese Scuola e Costituzione) hanno diramato un comunicato per dichiarare la propria soddisfazione per la sentenza del Tar Lazio chiedendo al tempo stesso che la decisione del giudice amministrativo venga quanto prima recepita dal Ministero.In questi giorni si levano invece le proteste CEI

E Voi, che ne pensate?

Lug 22

Leggo oggi su Corriere.it l’articolo che riporto alla fine di questo intervento e mi sorge spontanea una domanda: ma la scuola ha perso il suo valore educativo? Deve ancora educare?

Beh leggendo la storia del ragazzino napoletano iscritto in una scuola a Treviso (città amministrata dalla Lega Nord) verrebbe subito da dire di no… Come si può permettere che, nel 2009, ci siano ancora ragazzini così incivili che mancano di rispetto ad un loro compagno napoletano, uscendone impuniti? 

Voi cosa ne pensate?? Secondo voi il MSAC dovrebbe dire qualcosa sulla questione?? Attendiamo, come sempre, vostri pareri!

 

LA DONNA HA DENUNCIATO I COMPORTAMENTI RAZZISTI DEI COMPAGNI A UNA TV LOCALE

«Puzzi perché sei meridionale» 
La mamma gli fa cambiare scuola

Gli altri alunni intonavano canzoni contro i napoletani, 
e disinfettavano le penne che lui toccava

TREVISO - I compagni di scuola lo hanno preso di mira fino a quando sua madre, una donna napoletana ha deciso di trasferire il figlio 12enne in un’altra scuola media. Era stanca delle offese e dei comportamenti razzisti che il ragazzino subiva dai compagni. È accaduto a Treviso. La donna, che ha raccontato la vicenda all’emittente televisiva “Antenna Tre Nordest”, ha sostenuto che il figlio veniva preso di mira in quanto «meridionale». La signora, che non ha presentato però alcuna denuncia, ha spiegato che gli altri alunni lo sbeffeggiavano, intonando canzoni contro i napoletani, dicevano che avevano paura di lui, «perché figlio di un camorrista», e lo emarginavano durante le attività scolastiche e ricreative. Tra i gesti più odiosi riferiti dalla donna, anche l’abitudine di alcuni compagni del figlio di disinfettare le penne dopo che lui aveva toccate «perché puzzava». La signora ha provato a far presente la situazione alle insegnanti della scuola - un istituto del centro di Treviso - ma si sarebbe sentita rispondere che era il suo ragazzo ad essere problematico.

NESSUNA DENUNCIA - 

da Corriere.it 21 luglio 2009(ultima modifica: 22 luglio 2009)

Lug 15

Oggi leggendo il Corriere della Sera ho notato questo articolo che mi ha molto incuriosito… Ve lo segnalo perchè possa far riflettere pure voi…

Ovviamente come sempre ogni vostra riflessione è ben accetta!!!!

da Corriere della Sera

Invenzione Studente del liceo di Carpi

Un braccio bionico come tesina all’esame «Servirà a un’amica»

DAL NOSTRO INVIATO

CARPI (Modena) - Il primo braccio bionico lo ideò e lo co­struì in casa, tutto da solo, tra un compito e l’altro, sotto gli sguardi sempre più attoniti dei genitori, quando aveva poco me­no di 10 anni: «Facevo le scuole elementari e un giorno successe una cosa che mi impressionò moltissimo: una mia amichetta perse in un incidente l’uso di una mano. Mi fece una grande tristezza e decisi che si doveva fa­re qualcosa…». Cominciò allora, Francesco Morselli da Carpi, pro­vincia di Modena, 19 anni e una testa, un talento, un ingegno che sprecare sarebbe un delitto, a co­struire bracci bionici. Uno dopo l’altro. «Prototipi» li chiama lui. L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, lo ha portato due giorni fa davanti ai commissari d’esa­me della maturità al liceo scienti­fico Fanti di Carpi. Avrebbe do­vuto essere la sua «tesina».

È stato un trionfo, ovviamen­te. Gli insegnanti non credevano ai propri occhi. Il presidente di commissione si è alzato, gli ha stretto la mano: «Mi congratulo con il candidato che, oltre ad ave­re ampie competenze nel campo dell’informatica e dell’elet­tromeccanica, ha evidenziato un’abilità e un ingegno applicati­vo non comuni». Eppure, per di­re il tipo, poco ci è mancato che Francesco si scusasse: «Ma sì, perché il braccio bionico che ho portato a scuola non è del tutto funzionante: non ho avuto il tempo di completare il sistema di controllo. Però è pur sempre un passo avanti, un’evoluzione, dei precedenti prototipi».

Il primo braccio bionico, quel­lo costruito alle elementari quan­do i coetanei ancora giocavano con il Lego, «era una mano che salutava». Ciao, ciao: pratica­mente un omaggio a quella ami­chetta del banco vicino, «immo­bile al suo posto, impossibilitata a scrivere e a giocare…». Poi, con gli anni, Francesco ha affinato tecniche e competenza: «Merito del mio professore di fisica» rico­nosce. E anche di alcuni periodi di lavoro trascorsi in un’officina meccanica: «Dove ho rubato qualche segreto…». E infine i li­bri di informatica, la sua passio­ne: «Li divoro». I risultati si so­no visti, un crescendo: «Dopo la mano che salutava, ne ho costru­ita una in grado di suonare il pia­noforte e un’altra che afferrava il bicchiere: insomma, mi diver­to… ».

Massì, si diverte. Giocherel­lando con la sua genialità. Hob­by economico, tra l’altro, così al­meno assicura: «Ho sempre usa­to materiali di riciclo, soprattut­to giocattoli che avevo da bambi­no. La struttura dell’arto è in pla­stica e legno, mentre per i mu­scoli utilizzo tubolari in nylon». Nella sua tesina, Francesco ha il­lustrato ai commissari il funzio­namento del braccio bionico: «Il movimento è reso possibile da un’interfaccia elettronica che preleva gli impulsi elettrici dal cervello, mentre una serie di ca­vi pneumatici controllano i mo­vimenti dell’arto». Dai commis­sari nessuna obiezione, ci man­cherebbe. «Il voto? Ancora non lo so, ma so che mi iscriverò a Bologna ad ingegneria dell’auto­mazione…».

Francesco Alberti
15 luglio 2009

Lug 13

<B>Maturità, aumentano i bocciati<br>tremila in più rispetto all'anno scorso</B>

Sono usciti i primi dati ufficiosi del Ministero dell’Istruzione riguardanti gli esiti dell’esame di maturità! Le sorprese non mancano e, infatti, già su molti siti internet delle maggiori testate italiane sono comparsi articoli nei quali vengono esposti ed analizzati i dati….

Qui di seguito segnaliamo l’articolo di corriere.it

Quest’anno superano il 3 per cento. A conti fatti, si tratta
di circa 15 mila studenti che dovranno ripetere l’ultimo anno

Maturità, aumentano i bocciati
tremila in più rispetto all’anno scorso

Tremila i bocciati anche per una insufficenza in condotta
di SALVO INTRAVAIA

ROMA - Batosta alla maturità: crescono i bocciati. Gli esami di stato della scuola secondaria di secondo grado sono alle battute finali e in queste ore all’Invalsi stanno affluendo i dati inviati dai presidenti di commissione. Secondo un primo monitoraggio effettuato dai tecnici del ministero dell’istruzione, gli studenti della scuola superiore fermati durante il rush finale sono in aumento rispetto al 2008. Un dato che sommato al numero di non ammessi agli esami consente di tracciare un primo bilancio della maturità 2009.

L’anno scorso, la percentuale di coloro che inciamparono nelle prove finali si attestò attorno al 2,5 per cento: in tutto, 12 mila ragazzi non ce la fecero a conquistare il diploma proprio all’ultimo atto. Quest’anno i bocciati, o “con esito negativo” sul tabellone finale, superano il 3 per cento. A conti fatti, si tratta di circa 15 mila studenti che dovranno ripetere l’ultimo anno se vorranno diplomarsi.

Professori più severi o studenti meno preparati? Forse entrambe le cose. Sta di fatto che le tre prove scritte e l’orale si sono svolti con le stesse regole dello scorso anno. Soltanto i punteggi del colloquio e del credito sono cambiati: il colloquio, anziché 35, vale 30 punti e il credito massimo passa da 20 a 25 punti. E potrebbe essere proprio questa variazione nei punteggi ad avere favorito un maggior numero di non promossi. Perché, mentre i 5 punti in più di credito sono andati soprattutto a coloro che negli anni scorsi hanno riportato le medie più alte (da 8 a 10), all’orale erano disponibili 5 punti in meno per raggiungere il minimo utile per la promozione: 60 centesimi.

Tra non ammessi a bocciati, se i dati verranno confermati, le “vittime” saranno oltre 42 mila, quasi il 9 per cento: un record per le ultime maturità. In sostanza, quasi tre punti in più dello scorso anno scolastico, quando, tra prima e dopo l’esame, vennero fermati poco più di 6 studenti su 100. Viale Trastevere conferma che, per le classi intermedie, cresce il numero di bocciati e non ammessi agli esami della scuola media, mentre al superiore aumentano (30 mila in più dell’anno scorso) i “rimandati” a settembre, che ora sono “con giudizio sospeso”. E, in tutto, sono 3 mila i bocciati con una insufficienza anche nel voto di condotta, introdotto proprio quest’anno dal ministro Marisatella Gelmini per arginare bullismo e comportamenti scorretti.

(13 luglio 2009)

Giu 24

SShhh….c’è una notte dell’anno, agli ultimi di giugno, in cui ritualmente centinaia di migliaia di giovani studenti si sottopongono al batticuore pre esame di stato. Ognuno ricorda “la sua notte” con tutta la trepidazione che l’ha abitata, i “ce la farò?”, le ansie di una prova “seria” per la prima volta…

Quest’anno sono 470.000 gli studenti maturandi che domani affronteranno la prima prova d’esame. Tra loro, quanti msacchini! E loro, e agli altri, va stanotte la nostre preghiera ed il nostro sostegno. Maturandi di oggi e di ieri, stanotte, questa più delle altre, ci teniamo tutti stretti nel cuore

…Buonanotte cari msacchini

e fateli tutti neri domani!