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La Città di Oradea

Da sempre il destino delle città ricche è stato legato ai corsi d'acqua ed alla loro posizione geografica. La città di Oradea non fà eccezione, dovendo a questi fattori molti degli eventi che ne hanno caratterizzato la storia. Situata ai piedi della parte occidentale dei monti Apuseni, ad una distanza uguale rispetto a Vienna, Praga e Bucarest, Oradea è un punto obbligatorio di passaggio per le strade che legano l'Europa Centrale da quella nordica a quella sud-orientale del nostro continente. Per la sua posizione, Oradea si presenta come la porta principale d'ingresso verso l'occidente. Ora è capoluogo della provincia detta BIHOR.

Appunti di storia
Sin primo secolo d.C. è attestato un primo insediamento dacico di tipo "dava" (borgo). Ma la prima menzione documentata del toponimo Oradea (Varadinum) appare solo nell'anno 1113 in un documento dell'Abazia Benedittina di Zobor (Slovachia). Secondo le leggende e secondo la Cronaca dipinta di Vienna ("Chronicon pictum Vindobonensae"), il re Ladislao I° ha trovato tra i fiumi Cris durante una caccia, un luogo dove, secondo il consiglio degli angeli, ha deciso di far eriggere un monastero dedicato alla Vergine Maria. Il posto, chiamato Varad ("cittadina"), stava per diventare sia sede vescovile, amministrativo e militare del Comitato di Bihor, che era punto d'arrivo di numerosi pellegrinaggi alla tomba del Re Ladislao, canonizzato in 1192, le cui spoglie sono diventate famose grazie alle loro proprietà taumaturgiche.
E' il periodo dell' Età d'oro, quello in cui Oradea si consacra come un centro culturale di grande importanza dell'Europa centrale, luogo d'incontro e di attività di numerosi canonici, dottori, architetti, ingegneri, scultori e poeti italiani, austriaci o fiaminghi. A questo successo contribuirono senz'altro molte circostanze favorevoli sia economiche che culturali, determinate innanzitutto dalla presenza di speciali personalità di Vescovi che si sono succeduti nella sede Vescovile di Oradea,di cui la maggior parte di origine italiana quali: Demetrius, Ladislau Demendi, Andrea Scolari, Giovanni de Milanesi da Prato, Giovanni de Curzola, Giovanni de Dominis da Arbe, Ioan Vitez de Zredna. In questo periodo, numerosi canonici di Oradea realizzano i loro studi in Italia (a Roma, Bologna, Padova o Napoli). Viene costruito un numero che non ha precedenti di scuole, biblioteche e soprattutto chiese (quattro tra le mura della città, dodici nel perimetro della città e tre fuori). E lo stesso vessilo di Oradea ebbe un ruolo rilevante nel contributo dato al principato della Transilvania durante le crociate. Un ruolo determinante nella crescita dell'importanza religiosa ed economica di Oradea, lo ha avuto il privilegio accordato il 25 agosto 1401 dal Papa Bonifacio IX° alla cattedrale della città, che l'ha elevato in importanza al pari della Basilica San Marco di Venezia e della Chiesa di S. Maria (Porziuncola di Assisi), permettendo ai fedeli di venire qui in pellegrinaggio.

Gli istituti monastici di Oradea sono stati fondati sul territorio della città, a partire dal secolo XIII°. Si tratta essenzialmente di conventi di francescani, domenicani, agostiniani, paolini, giovanniti, premostratensi e delle suore clarisse. A metà del secolo XV°, Oradea si integra definitivamente nel Principato della Transilvania. Nonostante i lavori di fortificazione eseguite secondo le piu avanzate tecniche militari dell'epoca, l'anno 1660 sorprende l'amministrazione e l'esercito della città, senza appoggio da parte del Principato e dell'Impero Absburgico, e, dopo un assedio prolungato, la città con le sue mura, gravamente intaccate, vengono occupate dai turchi. Nel periodo che seguì, gli anni 1660-1690, Oradea diventa "pasalàc" (nome tipico di una provincia del Impero Ottomano). E' un'altro periodo di cambiamenti radicali, di distruzioni di certi valori inestimabili ed irricuperabili, che hanno determinato l'intoleranza religiosa del secolo scorso.
Alla fine del secolo XVII°, dopo una pausa durata un anno, gli eserciti riuniti sotto la bandiera della Santa Lega, riescono nel 28 maggio 1692 a riconquistare la città, mandando via per sempre l'esercito turco ed instaurendo una amministrazione "cristiana" di tipo europea. Vengono presi importanti provvedimenti di ripopolazione e di ricostruzione della città, di rilancio del commercio ed delle industrie. Vengono riaperte la Curia Cattolica ed il Capitolo.

I secoli XVIII° e XIX° sono marcati daprofondi cambiamenti e convulsioni nel progetto dell'emancipazione etnica, economica e religiosa. Il 6 luglio 1775, veniva firmato il decreto imperiale di fondazione e "donazione" della Curia alla Chiesa Greco-Cattolica di Oradea, dove vene nominato Mosè Dragos. La più importante attività apostolica romena di Oradea del XVIII° secolo, è stata svolta dal Vescovo Ignazio Darabant, che firmò il primo documento politico dei romeni di Transilvania, Supplex Libellus Valachorum, inoltrato nel marzo del 1791 all'Imperatore Leopoldo II°. Questi, di sua iniziativa, il 30 di gennaio 1792 fondò ad Oradea il Seminario Greco-Cattolico ed iniziò la costruzione della nuova Cattedrale.

Nell'anno 1776 ad Oradea, apre le sue porte l'Accademia Reale, con l'università di filosofia e quella di diritto. Vengono costruite nuove chiese in stile barocco: la chiesa di San Ladislao, la chiesa Premostrense, la chiesa dell'Ordine dei Cappucini, quella dei misericordieni, ecc. Il XIX° secolo è determinante tanto per Oradea che per molte altre città della Transilvania, avvolte nell'emanzipazione economica e culturale della piccola borghesia cittadina. L'anno 1848 è stato un'occasione per l'affermazione di qualche ideale nazionale dei romeni, ma il loro compimento avverà solo nel 1918, con la Grande Unione. Il 20 aprile 1919 l'esercito romeno guidato dal Generale T. Mosoiu ha liberato la città, insediandovi l'amministrazione romena. E' il principio di un periodo di rinascita economica, culturale e sociale, mantenendo comunque il forte carattere cosmopolita di questa città.


Dopo il 1948, lo sviluppo di Oradea continuò, ma con una diversa impostazione, dettata dalle armi e dai "tank" bolscevici. L'industrializzazione e la modernizzazione forzate portano con sé una vera esplosione demografica, processo che ha tanto influito negativamente sul piano culturale, umano e religioso, in una società basata sui cosiddetti valori comunisti. Attualmente, Oradea è considerata - dal punto di vista della grandezza - tra le prime dieci città della Romania, con una popolazione di più di 220.000 abitanti. La vita economica e culturale della città, torna con passi vacillanti al livello di una volta. Dopo la rivoluzione del 1989, Oradea si sta sviluppando come centro culturale, economico ed ecumenico, ed è oggi un importante centro universitario. L'Università di Oradea vanta ben 15 facoltà e 5 collegi, quasi 19.000 studenti e ca. 1000 insegnanti. Grazie anche alla sua posizione geografica, Oradea è e rimarrà un luogo di incontro tra spazi e culture diverse, una porta di ingresso per i valori occidentali.