Dopo Loreto: un’AC che non è più la stessa
“Si è trattato di un evento eccezionale, persino inatteso nella sua straordinarietà, e che avrà come primo frutto una ripresa di impegno dell'Azione Cattolica da cui potrà generarsi anche un nuovo stile di vita associativo, più propositivo e fraterno, oltre ad un dialogo più forte con le nostre Chiese, presenti in gran numero con i loro vescovi all'incontro. Dopo Loreto l'Ac non è più la stessa”. Così la Presidente di AC Paola Bignardi ha commentato la conclusione di Loreto 2004, cinque giorni che rimarranno nella storia dell’Associazione e che daranno i loro frutti in quanti la vivono quotidianamente. Un bilancio fatto di voci importanti: condivisione, preghiera, gioia, dolore per il dramma umano dell’Ossezia, ma soprattutto speranza: desiderio di viverla e di portarla nel mondo.Impegni ribaditi anche nel nuovo Progetto Formativo che è stato consegnato ufficialmente ai Presidenti e Assistenti parrocchiali .
250.000 sì!
Più di duecentocinquantamila i “sì” che sono risuonati nella piana di Montorso la mattina del 5 settembre, al cospetto del Santo Padre che ha beatificato tre "figli" di Ac: Pedro Tarrès y Claret, Alberto Marvelli e Pina Suriano, e poi quelli di quanti non sono potuti essere presenti fisicamente ma lo sono stati con il cuore e con lo spirito. Indimenticabili anche i convegni, le feste e i gemellaggi con le associazioni diocesane e le diocesi marchigiane, gli eventi che hanno coinvolto tutti i Settori di AC.
Le
emozioni di tutti
“Le immagini più significative
– ha ricordato ancora Paola Bignardi - non sono solo quelle che hanno
avuto risalto mediatico, ma quelle forse più grandi, che si custodiscono
dentro e che parlano poco a poco: conservo nel cuore la figura del Papa, così
affaticato e forte, così consegnato alla sua missione di essere testimone
di pace e portatore della croce della Chiesa". "Mi rimane dentro –
ha proseguito - anche l'immagine
della folla di Montorso, che, nonostante la fatica, ha saputo mantenere un clima
di festosità e, al tempo stesso, di compostezza".
Ma l'emozione è legata anche al ricordo delle migliaia di "bambini
che sabato allo stadio del Conero, di fronte alla proposta di un minuto di silenzio
e preghiera in ricordo dei loro amici morti nella tragedia
di Beslan, sono passati nel giro di pochi secondi dalla festa
ad un incredibile raccoglimento".
Contemplazione,
comunione, missione
Commentando
le tre "consegne"
affidate dal Papa all'Ac, la Presidente ha detto: "Giovanni Paolo II ha
tracciato una strada ardua che richiede testimoni coraggiosi in grado di prendere
la vita sul serio. Credo che l'Azione Cattolica abbia dimostrato che vuole proprio
questo". E ha aggiunto "contemplazione, comunione e missione",
le vie indicate dal Pontefice, sono "la reinterpretazione del trinomio
di Ac: preghiera, azione, sacrificio".
I
convegni
Oltre
al Forum Internazionale di Azione Cattolica, sono stati quattro gli appuntamenti
che hanno aiutato i partecipanti a riflettere su economia,
famiglia, oratori e politica. Il primo ha visto la risposta
di un’Azione Cattolica che ha indicato strade precise da percorrere con
più decisione che mai: sobrietà nei consumi; diffusione del commercio
equo e solidale; riequilibrio delle politiche economiche, sostegno alle associazioni
che promuovono un modello di sviluppo sostenibile e di crescita autocentrata.
Di grande rilievo, poi, il “Progetto
Nazaret” incentrato sulla famiglia nella chiave della
promozione e del sostegno che è stato presentato al convegno di Macerata.
L’attenzione alla formazione
e alla crescita educativa, in una rinnovata esigenza di cura
delle nuove generazioni è invece l’indicazione scaturita dal convegno
svoltosi a San Benedetto del Tronto, il 3 settembre sugli oratori. Infine l'impegno
politico, guardando all'eredità di La
Pira e Marvelli, che è stato ricordato come “atto
di amore alla città” che l'Ac intende rinnovare
e consegnare ai giovani come servizio esigente e irrinunciabile.