Appello ai Laici

L’appello del Santo Padre, che chiedeva una attenzione per salvare la fabbrica della Fiat a Termini, rende chiara quanto sia l’attenzione della Chiesa ai reali problemi del Paese. La Sicilia, secondo i recenti dati dell’occupazione forniti dall’Istat, ha evidenziato la perdita di ulteriori 40.000 posti di lavoro nell’ultimo anno. Il lavoro rappresenta ancora di più un bene in Sicilia e quindi va tutelato. Tutto il del lavoro, dal settore industriale a quello agricolo. Occorre trovare una forma di sostegno, lungimirante e sostenibile, per far si che le aziende che sono nel nostro territorio non subiscano le carenze infrastrutturali e siano in grado di non sentirsi sole nel rispondere alla crisi economica.

Come è bene comprendere che va sostenuto il lavoratore di aziende come la Fiat, insieme a tutte quelle del settore industriale, ma occorre altresì avere uno sguardo lungimirante anche a favore del sottore più produttivo della Sicilia: l’agricoltura.

Difatti con un patrimonio di 750000 aziende e più di 250.000 lavoratori addetti e un indotto di un milione di persone essa rappresenta la maggiore area di sviluppo dell’isola.

Dopo l’incontro con i direttori della Pastorale Sociale del lavoro delle diocesi del Vallo di Noto è emerso che questo comparto va sostenuto meglio e con maggiore attenzione. Molte di queste aziende agricole sono fortemente indebitate a molte volte hanno merci su un mercato che vede la presenza di competitori stranieri che non hanno i nostri stessi costi produzione e le nostre stesse regole comunitarie a salvaguardia del consumatore. Questo genera molto spesso una situazione debitoria delle aziende agricole che alle volte non consente di pagare le tasse. Qualora queste volessero trovare il modo di onorarle successivamente esse vengono aumentate con more di interesse sproporzionate.

Invitiamo tutti a guadare alle aziende agricole nelle loro potenzialità di generare lavoro, di fare comunità e nella loro capacità di essere “custodi del creato”, piuttosto che ai loro problemi strutturali o debitori. E’ auspicabile che lo Stato sia in grado di fornire strumenti che aiutino a rientrare le aziende agricole nelle loro situazioni debitorie attraverso un percorso certo ma che non blocchi le loro potenzialità.

Ma dobbiamo essere consapevoli che questo sostegno non deve essere solo basato solo su adeguate scelte politiche, ma corroborato da una coesione sociale che condivida i patimenti dei produttori e faccia sentire attorno a loro una comunità attenta e pronta a spendersi a far si che non si perdano queste risorse produttive.

Riteniamo che questa scelta debba esser fatta per prima dalle comunità ecclesiali, nell’ottica di renderle sempre più capaci di guardare ai loro territori alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa per conoscere e saper discernere sulle varie emergenze.

Condividere l’appello del Santo Padre, significa anche promuovere una nuova formazione dei laici cattolici.

Che la Dottrina Sociale del lavoro sia vista come strumento quotidiano della formazione parrocchiale e diocesana e che tutte le associazioni che vivono l’esperienza della valorizzazione del messaggio del Vangelo nei luoghi del lavoro e sia “utilizzata” per formare questa consapevolezza.

Antonello Ferrara