Diritti Umani. Una nuova cittadinanza universale e gesti concreti.
Chiediamo al governo italiano la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla Tratta degli esseri umani
10 dicembre 2008
Le celebrazioni per il 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo rappresentano, per l’Azione Cattolica Italiana, l’occasione per riflettere sulle tante strutture di peccato che ancora oggi rubano e calpestano la dignità di milioni di bambini, uomini e donne in tutto il mondo. Basti pensare all’ultimo dato reso noto proprio ieri dalla Fao: 963 milioni di persone sono da considerare denutrite. Si tratta di un numero in aumento, a causa della crisi economica in corso (che in troppi affrontano guardando solo agli effetti privati) e dei cruenti conflitti regionali sistematicamente ignorati – tranne lodevoli eccezioni - dalle opinioni pubbliche occidentali.
Il 10 dicembre 1948 emerse in modo evidente la sete di pace del mondo che usciva distrutto dalla Seconda guerra mondiale: unico e vero baricentro di un’autentica giustizia sarebbe dovuto essere la persona umana nella sua inviolabilità. Come ha detto Benedetto XVI lo scorso 18 aprile all’Assemblea generale dell’Onu, la carta ha fatto in modo che i diritti umani siano “sempre più presentati come linguaggio comune e sostrato etico delle relazioni internazionali”. Il percorso della Dichiarazione è stato poi tortuoso e complesso, con luci ed ombre: di fatto, oggi, non si può negare che la prassi è ancora lontanissima dalla teoria. Parimenti, è evidente che anche la carta ha bisogno di essere riletta alla luce delle nuove sfide che provengono dall’incontro tra culture diverse e dalla globalizzazione.
Una dichiarazione così impegnativa dal punto di vista etico ha bisogno oggi di interpreti fedeli, nel piccolo e nel grande: di cittadini del mondo che sappiano guardare oltre il proprio cortile, e di Stati e organismi sovranazionali che avvertano tutta la responsabilità delle proprie scelte per il bene comune di tutta la famiglia umana.
Per questo motivo, l’Azione Cattolica propone di celebrare l’anniversario con un gesto concreto: chiediamo di firmare l’appello lanciato dall’Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche (Umofc), che chiede al governo italiano la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla tratta degli esseri umani. L’adesione può essere comunicata via mail all’indirizzo wucwoeurope@gmail.com indicando nome, cognome e organismo di appartenenza.
Ufficio stampa